SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è appena conclusa la conferenza stampa con la quale il sindaco Piunti e alcuni dei suoi più stretti collaboratori hanno illustrato il Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2019-2021. Qui potete leggere le loro dichiarazioni oltre che ascoltare il video (un po’ disturbato solo nei primissimi minuti).

VIDEO Piunti gongola: “Da me non promesse ma fatti: Ballarin, Lungomare, Piazza Montebello, Piscina”

Alcune considerazioni a caldo.

STADIO BALLARIN Iniziamo da quella che sulla carta si presenta potenzialmente più positiva, ovvero la riqualificazione del Ballarin. Il vecchio stadio della Samb, dopo l’abbattimento parziale per la messa a norma, dovrà trovare una sua collocazione urbanistica al momento non indicata dall’Amministrazione Comunale. Dice il sindaco: “Sul Ballarin si metteranno sedute qui con noi tutte le associazioni, chi ha proposto progetti, gli sportivi, la Sambenedettese: tutti decideremo, non libri dei sogni ma progetti che possano poi vedere la luce. La memoria delle ragazze morte nel rogo del 1981, Carla Bisirri e Maria Teresa Napoleoni, sarà tutelata, salvaguardata e ricordata. Non ci sono decisioni già prese o figure che avranno corsie preferenziali. Ovviamente sarà coinvolto anche con il consiglio comunale“.

Dunque Piunti apre a quello che dovrebbe essere un bel piano di partecipazione collettiva per definire o suggerire proposte di riqualificazione dell’area. Ce lo auguriamo anche perché è una pratica poco seguita a San Benedetto, che nasconde insidie ma che può dare le migliori soddisfazioni se ben gestita. Naturalmente ci sarà chi sarà deluso, chi protesterà: ma un buon coordinatore starà attento a non scontentare troppi cittadini. La città, ovviamente, sarà chiamata ad un cambio di passo. Ce lo auspichiamo.

LUNGOMARE Qui invece si è nel pieno solco dell’esperienza purtroppo tracciata dalla precedente Amministrazione: “Il lungomare si farà nel solco di quanto previsto in precedenza, con qualche miglioramento”. Tradotto: San Benedetto sarà consegnata al ballo della mattonella, con uno sforzo di investimenti solo per avere una mera riqualificazione. Nessun ripensamento, nessuna meninge che dovrà faticare troppo. Mentre le città concorrenti nel settore turistico balneare progettano nuove funzionalità che guardano al 2050 per non parlare del 2100 (come il lungomare sambenedettese ha garantito 100 anni di piacere a cittadinanza e imprenditoria turistica), San Benedetto resta a guardare il suo ombelico, credendo che sia il centro del mondo.

Vero: in questo caso servirebbe un progetto condiviso, uno schieramento di idee di professionisti da tutto il mondo, o anche semplicemente il riadattamento di quanto già proposto dal dirigente Farnush Davarpanah. In stile Ballarin. Tuttavia, capiamo, la città rischierebbe di accettare il meno peggio, ovvero il ballo della mattonella, piuttosto che un nuovo disegno cittadino che resisterà nei decenni a venire. Meglio poco e certo che tanto e incerto. L’invecchiamento della popolazione e la paura di perdere le qualità tanto apprezzate hanno il loro peso.

Ecco che qui servirebbe un’Amministrazione lungimitante e coraggiosa in grado di scuotere l’apatia cittadina. Probabilmente, avendo il progetto di Davarpanah il pregio di non stravolgere troppo l’esistente, garantirà ad una futuribile amministrazione quella di dare a San Benedetto sette chilometri di percorso esclusivamente ciclopedonale affacciati sul mare: una cartolina per il 2100 che il ballo della mattonella, pensato in funzione esclusivamente elettorale, non potrà mai garantire.


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