SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Più famiglie affidatarie e meno costi per il Comune. Questi gli obiettivi della delibera che incrementa l’importo del contributo per le famiglie che decidono di prendere in affido i minori in difficoltà. A spiegare il contenuto e lo scopo della delibera è l’assessore alle politiche sociali, Emauela Carboni: “Fino ad ora venivano erogati 410 euro mensili per ogni minore preso in affido, mentre adesso l’importo sarà di 600 euro mensili. In questo modo si cerca di incentivare l’affido perché, di certo, l’affetto e le cure che possono essere date da una famiglia non è paragonabile alla freddezza di un istituto. Dall’altro lato, il comune, che nel bilancio 2018 ha registrato una spesa di 900 mila euro per i minori negli istituti, andrà a risparmiare una cifra notevole. Infatti, c’è una legge regionale per cui il comune viene rimborsato del 90% dalla regione, mente fin’ora il rimborso era pari al 45%”.

Gli interventi in favore dei minorenni allontanati temporaneamente dalla loro famiglia di origine garantiscono al minore, temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, l’affidamento ad una famiglia, preferibilmente con figli minori, o ad una persona singola, in grado di assicurargli il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e le relazioni affettive di cui egli ha bisogno. Ove ciò non sia possibile, si prevede l’inserimento del minore in una comunità di tipo familiare (per i minori di età inferiore a sei anni l’inserimento può avvenire solo presso la suddetta tipologia di comunità). L’affido familiare, pertanto, è un intervento che si prefigge di garantire al minore, la cui famiglia di origine si trovi nella temporanea incapacità o impossibilità di prendersi cura di lui, le cure e gli affetti necessari e pertanto esso è uno strumento preventivo in situazioni non necessariamente di patologia familiare o sociale già conclamata, sia riparativo in situazioni di crisi già manifesta.

Il comune di San Benedetto, nel rispetto dei diritti dell’infanzia, garantisce al minore di vivere e crescere nell’ambito della propria famiglia. A tale scopo, attua tramite il Servizio Sociale Professionale tutti gli interventi necessari al fine di sostenere la famiglia nello svolgimento del ruolo educativo-assistenziale nell’interesse del minore, attraverso la predisposizione di un progetto di sostegno delle capacità genitoriali. Le funzionarie responsabili dell’ufficio minori del comune sono Irene Pettinari e Daniela Danieli.

Sull’importanza dell’aspetto umano dell’affido dei minori in difficoltà e sull’importanza del sostegno psicologico alla famiglia d’origine e alla famiglia affidataria intervengono Simona Marconi e Pino Manzoni dell’associazione Famiglie Affidatarie, i quali aggiungono: “Ad oggi, le famiglie affidatarie di questa associazione sono circa venti e le comunità convenzionate in territorio provinciale sono tre: Casa Lella a Grottammare, La Navicella ad Ascoli e Santa Gemma a San Benedetto. E’ bene coinvolgere un maggior numero di famiglie”.

 

 


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