SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cambiare il corso del settore della Pesca per le Marche meridionali attraverso una connessione con il Turismo, la Ristorazione, la tutela ambientale, e il ricorso alle nuove professionalità e attitudini imprenditoriali delle giovani generazioni. Questo è l’obiettivo di Flag Marche Sud, un progetto che nelle Marche conta di tre compartimenti e per il quale, in quello meridionale, San Benedetto funge da comune capofila assieme alle città di Grottammare, Cupra Marittima, Pedaso e Porto San Giorgio.

In mattinata si è svolto un incontro tra funzionari e partner del progetto e diversi attori coinvolti o da coinvolgere nell’iniziativa (università, Confindustria, Confesercenti, rappresentanti e imprenditori del settore della Pesca, scuole come gli istituti Alberghieri di San Benedetto e Ascoli, l’Istituto Tecnologico Statale Mazzocchi di Ascoli, l’Istituto Fazzini-Mercantini di Grottammare). Sul piatto, 1,3 milioni da investire fino al 2013.

“Siamo soddisfatti del numero di partecipanti – ha affermato l’assessore di San Benedetto Filippo Olivieri, presidente di Flag Marche Sud – Per noi questo è un modo per supportare lo sviluppo di un settore economico molto importante per la città e per tutto il comprensorio”.

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Da parte sua il consigliere comunale Mario Ballatore, altresì consigliere di Flag Marche Sud, aggiunge: “I partecipanti hanno bene inteso il taglio che vogliamo dare a questo strumento, ovvero che il Flag non sia un finanziamento fine a se stesso ma piuttosto un volano per le idee nel settore della Pesca e penso che con le professionalità che abbiamo a disposizione si possa fare un buon lavoro”.

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Sergio Trevisani, funzionario comunale e direttore di Flag Marche Sud, spiega: “Vogliamo valorizzare la risorsa ittica dal punto di vista ambientale e non perdere le caratteristiche fondamentali della nostra costa. Per questo lavoriamo su due temi, la tradizione e l’innovazione, e per questo abbiamo capito che in precedenza abbiamo sottovalutato il fatto che la comunità ittica non fosse pronta a valutarsi per come era tradizionalmente e quindi a come pensarsi nel futuro. Per questo motivo abbiamo pensato ad un passaggio fondamentale, chiamato capacity building, ovvero una struttura per rinnovare le capacità e dare incentivi economici per nuovi progetti”.

Fabrizio Luciani, della Partner Service, aggiunge: “Ci sono due modi per realizzare i progetti: o distribuire i fondi disponibili nei tempi disponibili, e poi non curarsi del patrimonio che si andrebbe a costituire in termini di conoscenze, esperienze e relazioni. Oppure pensare ad un orizzonte di medio-lungo periodo. Noi abbiamo fatto tesoro degli errori commessi e abbiamo puntato su delle scelte forti e abbiamo capito, dopo l’incontro di oggi, come questa necessità sia stata ben colta. Dobbiamo condurre ad un cambiamento con nuove attività di impresa per rendere il settore della Pesca non marginale”.

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“Dobbiamo fare per la Pesca quanto avvenuto con l’Agricoltura, che è diventato un settore dove i giovani con elevata scolarizzazione hanno ripreso a lavorare grazie a metodi di coltivazione e commercializzazione innovativi e di qualità. Se non siamo in grado di avviare questo processo, il rischio è che tra qualche anno l’intero comparto decada con i problemi economici, sociali e culturali che ne conseguiranno” spiega Luciani. “Stiamo mettendo in contatto i giovani, chi ha idee imprenditoriali con realtà imprenditoriali già affermate, con le università” conclude, “così collaboreranno assieme per alcuni anni al fine di avviare nuovi processi di impresa”.

“Tutti gli altri Flag marchigiani stanno puntando sulla valorizzazione del prodotto ittico e sull’enogastronomia, ma non è questo il nostro obiettivo. E se magari il milione e 300 mila euro a disposizione non verrà subito speso, noi sappiamo che in futuro serviranno altri canali di finanziamento per i progetti che verranno messi in campo” precisa Trevisani.

I prossimi incontri si svolgeranno tra fine febbraio e inizio marzo, per un percorso formativo vero e proprio: “Nei prossimo sei mesi ci giocheremo le carte più importanti per il futuro del Flag Marche Sud” dicono gli organizzatori. E questo vale sia per il milione e 300 mila euro disponibili ma soprattutto per il futuro del settore della Pesca.


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