PORTO SAN GIORGIO – Circa cinquanta chili di vongole sono state sequestrate, il 30 gennaio, dai militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto San Giorgio.

Le vongole erano prive di tracciabilità, destinate alla vendita sul mercato parallelo.

I cinque sacchi di vongole, a seguito di mirata attività, sono stati rinvenuti in mare opportunamente sistemati in una rete da pesca a circa 700 dalla riva vicino Lido di Fermo. I sacchi erano adagiati sul fondo e collegati per mezzo di una sagola ad un anonimo galleggiante che ne segnalava anche la posizione. Le vongole sarebbero poi state successivamente recuperate e portate a riva con l’ausilio di un piccolo natante.

Gli autori hanno agito in questa maniera per aggirare i controlli in porto nella fase di sbarco del prodotto. Quindi hanno pescato un quantitativo di vongole superiore a quello consentito che è di 400 chili al giorno ed in più avrebbero potuto introdurre tale prodotto privo di tracciabilità sul mercato parallelo con grave rischio per la salute del consumatore finale.   

“Le Capitanerie di Porto, Guardia Costiera, in regime di dipendenza funzionale diretta dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, svolgono la  funzione di polizia in materia di vigilanza sulle attività di pesca marittima ed acquacoltura, nonché sul commercio e sulla somministrazione dei prodotti ittici, con l’obiettivo di garantire la tutela dei consumatori – ha sottolineato il Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto San Giorgio, Tenente di Vascello Ciro Petrunelli – grazie alle attività di controllo è possibile evitare che prodotto ittico di dubbia provenienza finisca nei ristoranti e sulle tavole dei consumatori, danneggiando ignari clienti e ponendo in serio pericolo i consumatori finali”.


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