SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Roberto Giacomini, Presidente del Centro Agroalimentare Piceno, e Francesca Perotti, amministratore delegato, relazionano alla Commissione Affari Generali del Comune di San Benedetto. Il sindaco Piunti, presentando l’incontro, ha spiegato che “è sempre nostra volontà quella di dismettere le quote”. Di seguito una sintesi di quanto detto con gli interventi dei consiglieri comunali e degli amministratori. 

Roberto Giacomini, Presidente Centro Agroalimentare Piceno: “Ci siamo insediati con approvazione del bilancio 2016 e lavoriamo con l’organico completo da novembre 2016. In passato le gestioni sono state un po’ sedute, si è fatto poco per la riduzione dei costi, ovviamente dando attenzione anche ai ricavi che per il Caap derivano soltanto dalla gestione immobiliare, precisando che l’80% degli stabili sono affittati e qualcuno è stato distrutto anni fa, precisa Francesca Perotti.

Francesca Perotti: Su di noi grava fortemente anche l’Imu comunale per 80-85 mila euro annuo. Stiamo risparmiando con la pompa di calore, efficientamente energetico, guardianìa, per ridurre i costi. Stiamo facendo delle collaborazioni con l’Università di Camerino a favore delle 85 imprese insediate. Con l’Unicam abbiamo rateizzato le somme di un contenzioso relativo all’Asteria. Abbiamo anche pensato al Mercato a Km Zero che vogliamo aprire il sabato mattina per le imprese che sono nel Caap. Altro tema è quello del Polo Fieristico.

Anche se abbiamo tagliato il costo della guardiania, adesso abbiamo costi del personale per oltre 220 mila euro annui.

Tonino Capriotti: io vedo che nel 2016 la perdita era di 298 mila euro, nel 2017 perdita 849 mila euro. Leggo anche una riduzione notevole dei costi per trasferte, stipendi, pubblicità. Qualcosa non riporta. Vi chiedo anche di chiarirci la figura di tal Scuro.

Francesca Capriotti: nel 2018 la perdita sarà di circa 200 mila euro. Nel 2017 i costi erano di 1,7 milioni a 1,1 nel 2018. Nel 2017 abbiamo fatto una pulizia di bilancio: secondo noi c’erano delle voci che non avevano più ragione di esistere. Ci sono state delle minusvalenze e delle sopravvenienze attive anche nei confronti dell’ex direttore Spinozzi. Nel 2017, come commercialisti, abbiamo sistemato il bilancio e per questo motivo c’è questa differenza nei numeri.

Rosaria Falco: E’ curioso il fatto che il collegio sindacale abbia dato parere favorevole a due bilanci così diversi.

Andrea Assenti: penso che questo consiglio di amministrazione ha fatto pulizia rispetto al passato, quando tra spese di rappresentanza e regalie varie ci si pagava uno stipendio alla Fiat. Abbiamo detto spesso che se dobbiamo tenere una società del genere e noi del Comune non riusciamo a dare l’indirizzo, a quel punto parliamone con la Regione. Poiché le perdite hanno portato ad una svalutazione del capitale di nostro possesso. Dobbiamo quindi valutare le quote e capire quanto valgono.

La Regione ha avocato a sé la valutazione del valore degli immobili, per circa 8 milioni di euro, ma l’anno successivo abbiamo registrato una perdita di oltre 800 mila euro. Tuttavia Ceriscioli non è deciso a venderla ma noi abbiamo deciso di vendere le quote: abbiamo tempo un anno per venderle. Le offriremo come prelazione alla Regione la quale ci dovrà dire se le vuole.

Bruno Gabrielli: vorrei sapere da voi se ci sono stati comportamenti in cui non si è fatto il proprio dovere in passato.

Giacomini: L’azione di responsabilità può partire dal Collegio Sindacale. Stessa azione può essere intrapresa dai soci se sanno o sono venuti a conoscenza di questioni che rischiano di non salvaguardare la propria partecipazione. Noi non abbiamo fatto azioni, anche se ravvisando che ci possono essere questioni da attenzionare, riteniamo che il Collegio sindacale non lo ha fatto.

Perotti: Noi abbiamo avuto una politica drastica sui costi. L’unica spesa riguarda il pranzo di Natale con il Collegio sindacale e i dipendenti. Le spese di rappresentanza sono state di circa 25 mila euro nel 2015 e oltre 50 mila euro nel 2016. Tra crediti inesigibili, crediti inesistenti, sopravvenienze, nel 2017 abbiamo svalutato di circa 500 mila euro.

Capriotti: Io faccio un plauso a chi ha scelto i due amministratori che stanno lavorando bene e realizzano delle iniziative. Tuttavia il collegio sindacale deve spiegarci la situazione.

De Vecchis: le risultanze che arrivano dal nuovo Consiglio di Amministrazione mi sembrano chiare, su una società che fattura 900 mila euro all’anno avere 500 mila euro di perdite è un dato che parla da solo.

Perotti: l’avvocato Scuro mi ha chiesto se ci fosse uno sviluppo dell’area adiacente al Centro Agroalimentare di proprietà di un suo cliente, Calvaresi. Io non ho avuto più confronto quindi leggere determinate cose ci ha lasciato allibiti. Nel secondo articolo si diceva che questo progetto, mai presentato, veniva ritirato, ma non avevamo alcuna informazione né si è rivolto mai al Comune a quel che sapevamo. Precisiamo che non sono soci né sono collegati al Caap. Non so se c’è un intento speculativo sotto.

L’obiettivo è di non buttarlo giù anche in funzione di una possibile vendita perché è un valore pubblico.

Il problema del bilancio sono gli ammortamenti, per 200 mila euro l’anno, l’Imu comunale per 85 mila euro, al momento stiamo concludendo il pagamento del residuo del 2012. Ora vogliamo inserire la pompa di calore e il fotovoltaico, con il risparmio riusciremmo a pagare i nuovi macchinari. Il nostro adesso è un fatturato sano.

De Vecchis: se affittate tutti gli spazi la perdita di esercizio va a pareggio. Tuttavia credo che il valore immobiliare la società ce l’ha tutto. Questo significa che questa società, al di là degli errori ma oggi è in equilibrio finanziario, perché alla fine del trentennio gli immobili saranno ammortizzati ma avranno ovviamente un valore. Per noi la finalità pubblica di questa struttura è finita, occorre sapere cosa farà la Regione.

Piunti: quando ci siamo insediati le parole come trasparenza, chiarezza, sobrietà sono state le nostre parole chiave e anche in questa gestione lo stiamo dimostrando. Nel caso in cui ci siano delle valutazioni da fare per delle azioni di tutela per quanto accaduto in passato, lo faremo.

Gabrielli: caro sindaco, finché abbiamo questa realtà non rinunciamo a portare avanti una politica commerciale in quell’area. Importante legarsi a degli spin off con delle università, perché in questo modo rendiamo attrattivo il bene.

Assenti: per la Regione che ha il 33% delle quote, noi chiediamo un piano di rilancio per l’Agroalimentare.

 

 


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