SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Meno di una settimana fa i sambenedettesi hanno messo mano ai dati sul Turismo del 2018. Seppur con grande ritardo rispetto agli anni scorsi, quando la Regione li forniva già intorno a novembre, l’assessore Pierluigi Tassotti ha divulgato i numeri del periodo gennaio-ottobre 2018 che, in rapporto allo stesso periodo del 2017 (ricordato come annus horribilis per via del sisma anche dall’assessore regionale Moreno Pieroni n.d.r.) raccontano una crescita per la nostra città di un +8% per quanto riguarda gli arrivi e un +1,3% per quanto riguarda le presenze.

I numeri sono stati accolti con una certa enfasi, peraltro giustificata visto che è certificata una crescita, da parte dell’Amministrazione. A spegnere un po’ l’entusiasmo, però, ci pensa in queste ore Tonino Capriotti, consigliere comunale del Pd che, usando i suoi canali social, riflette sulle proporzioni dei numeri del turismo sambenedettese facendo le differenze fra arrivi e partenze.

“Si sperava che qualcuno spiegasse loro bene i dati (all’Amministrazione ndr), ma dubito che ciò sia avvenuto. Dopo la lettura di alcune dichiarazioni penso che alcuni amministratori di questa città abbiano bisogno di un corso di formazione che spieghi loro la differenza fra arrivi e presenze” scrive il “dem” su Facebook. “Eppure è semplice: gli arrivi sono le persone che arrivano in città, le presenze invece sono legate al soggiorno. L’aumento degli arrivi denota un buon lavoro fatto a livello promozionale, competenza della Regione Marche” scrive con un filo di partigianeria il consigliere del Pd “mentre la stabilità delle presenze rispetto allo scorso anno dimostra una scarsa capacità di accoglienza. In poche parole le persone sono arrivate a San Benedetto” chiosa in ultimo “ma visto il deserto dell’accoglienza ed offerta turistica a carico del Comune, al di là dell’offerta naturale, sono rimaste pochi giorni. Quindi piuttosto che esultare ci sarebbe da fare un profondo esame di coscienza e cominciare a pensare seriamente al turismo”.

Per chiarezza, aggiungiamo noi, facciamo un esempio per capire la differenza fra arrivi e partenze. Il soggiorno di una famiglia di 3 persone che sta a San Benedetto 4 giorni in vacanza, nei dati viene traslato come 3 arrivi e 12 presenze (presenza= numero di persone che arrivano moltiplicato i giorni in cui soggiornano).

Nel 2017 gli arrivi negli hotel nel periodo estivo fecero segnare un -12,4 % rispetto al 2016 e le presenze un -8, 45%.  San Benedetto confrontando le due ondate di dati avrebbe ancora un delta negativo rispetto al 2016 di – 4,4 % sugli arrivi e un -7% sulle presenze.(clicca qui per leggere il confronto estivo fra  2016-2017)  C’è da dire, però, che i dati del 2018 divulgati da Tassotti abbracciano un periodo più ampio, visto che si riferiscono al periodo gennaio-ottobre mentre quelli che confrontavano 2016 e 2017 erano solo dati estivi. Due grandezze diverse che quindi non rendono facile il paragone, principalmente per l’assenza di dati certi per 2016 e 2017 da parte della Regione.


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