SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Manca l’assegnazione definitiva ma è solo questione di dettagli tecnici. La ex Scuola Curzi di Via Golgi è stata venduta a un’impresa che su quel suolo realizzerà appartamenti. Circa un milione e mezzo la cifra che il Comune incasserà, soldi già virtualmente spesi dall’Amministrazione (clicca qui) che ha intenzione di fare di quella scuola una “cassaforte” da cui attingere, innanzitutto per i lavori al Ballarin e poi per Piazza Montebello e per finanziare una parte degli oltre 3 milioni di euro che servono per rifare la pavimentazione del lungomare Nord, nella parte ancora “nuda”.

Sulla questione è intervenuto il consigliere comunale d’opposizione Giorgio De Vecchis: “La ex scuola Curzi è stata venduta semplicemente per monetizzare. Il Comune ha bisogno di soldi ma spiace rilevare che questa operazione si vada a fare in una città come San Benedetto in cui gli standard urbanistici (parcheggi, aree verdi, impianti sportivi, servizi, ndr.) sono già molto carenti“.

“C’è molto rammarico” prosegue De Vecchis “che l’Amministrazione, per fare cassa, non abbia tenuto conto della situazione generale andando ad aumentare il carico urbanistico con nuova edilizia abitativa in un quartiere già di suo fra i più densamente popolati della città più densamente popolata della Regione. Un quartiere che di servizi ne ha pochi. Ricordo che dieci anni fa” torna indietro il consigliere “mancavano centinaia di migliaia di metri cubi di servizi come parcheggi e aree verdi da sviluppare in tutta la città. In questi anni non è cambiato niente e questo rilievo fa riflettere”.

Ma a far arrabbiare il consigliere non è solo l’Urbanistica. “Per carenza di soldi si rinuncia a un interesse pubblico importante come il rispetto degli standard. E per fare cosa? Per fare manutenzione straordinaria, perché per quanto sia necessaria la pavimentazione del lungomare è manutenzione straordinaria, senza andare a creare servizi nuovi di cui questa città ha bisogno”.


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