SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ha trovato il proprio lieto fine la storia del giovane daino che giovedì scorso, 3 gennaio, ha impegnato uomini e mezzi delle istituzioni cittadine, girovagando in modo alquanto insolito per il centro abitato di San Benedetto del Tronto, fino ad arrivare sulla passeggiata del Molo Sud.

Dopo il recupero, avvenuto appunto nella giornata di giovedì scorso, il daino era stato ospitato temporaneamente in un box per cavalli. I giorni successivi sono serviti a far recuperare all’animale la dovuta tranquillità e per individuare una struttura che potesse ospitarlo in modo stabile.

L’analisi delle varie opportunità ha fatto propendere la scelta verso l’Oasi Naturalistica “Le Fonti del Vascello” di Tortoreto che ha prontamente fornito la propria disponibilità: la struttura è stata individuata e selezionata in virtù della vicinanza (che ha consentito di far compiere all’animale un brevissimo viaggio) e dell’esperienza già maturata grazie alla precedente detenzione di esemplari della medesima specie.

“Il lieto fine è il risultato di una fruttuosa collaborazione tra Istituzioni e privati cittadini” afferma il Colonnello Piero Possanzini, Comandante del Gruppo Carabinieri Forestali di Ascoli Piceno.

“Sia le operazioni di salvataggio dell’animale che quelle di trasferimento sono state direttamente seguite e coordinate dai Carabinieri Forestali di San Benedetto del Tronto in sinergia con il personale del Servizio Veterinario della Asur ed in accordo con la Polizia Provinciale – aggiunge il Colonnello –  Ancora una volta, per il buon esito delle operazioni, si è rivelata estremamente utile la competenza e la professionalità del Dottor Vincenzo Asfalto (medico veterinario specialista per la fauna selvatica) e del Dottor Giorgio Filipponi (Dirigente Veterinario della Asur Marche-Area Vasta 5). Si rende inoltre doveroso un sincero ringraziamento alla “Asd Ippica delle Palme” che in maniera completamente disinteressata ha fornito un supporto fondamentale per il buon esito della vicenda, ospitando ed accudendo il povero animale nei primi giorni dopo la cattura”.

“Appare comunque opportuno sottolineare come il favorevole epilogo della vicenda sia strettamente legato alla determinazione ed alla professionalità degli operatori che si sono prodigati al fine di individuare una struttura che potesse ospitare il daino – conclude il Colonnello – e che ha permesso di superare le notevoli difficoltà burocratiche legate alla mancanza di un Centro di Recupero per la Fauna Selvatica nella Provincia di Ascoli Piceno”.


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