ANCONA – “Ho già dato mandato agli uffici competenti di verificare i requisiti per il ricorso alla Corte Costituzionale sul decreto Sicurezza. Ma e’ certo che nelle Marche sara’ garantita a tutti l’assistenza sanitaria”. Anche Luca Ceriscioli entra nella partita sul Decreto Sicurezza appena varato. Il Governatore lo fa poche ore dopo la mozione presentata dagli esponenti della maggioranza regionale a targa Pd con Fabio Urbinati primo firmatario

Il presidente della Regione si sofferma anche sugli aspetti legati all’assistenza sanitaria dei migranti, messa a rischio dal contenuto del testo normativo. “L’articolo 32 della Costituzione è per noi un faro”  dice Ceriscioli “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

“Indipendentemente dai profili di possibile incostituzionalità della norma per la nostra amministrazione questo è un tema di diritti universali e rispetto per le persone. La nostra battaglia è quella di garantire il diritto alle cure mediche, allo studio, alla formazione. Dunque anche la Regione Marche si allinea agli “enti ribelli” dopo le posizioni espresse, fra le altre, da Toscana e Piemonte. “La Regione Marche e’ consapevole di quanto sia sensibile per la comunità il tema della sicurezza ma noi non ci sottraiamo alla responsabilità che chi governa lo debba fare in coscienza. Il decreto Salvini non fa altro che aumentare una platea di invisibili, a danno degli italiani, che già c’è nelle nostre città e sono i diniegati o i minori”.


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