MARTINSICURO – Passi avanti per l’atteso ponte ciclopedonale che colleghi Marche e Abruzzo attraverso il Tronto. Questa mattina, 7 gennaio, è stato siglato stamane presso la Torre Carlo V° di Martinsicuro la convenzione tra la Regione Abruzzo, la Regione Marche ed Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la realizzazione del collegamento Ciclopedonale sul Fiume Tronto. “Si tratta di una giornata storica per le nostre due regioni, per le province di Teramo ed Ascoli Piceno e per i comuni di Martinsicuro e San Benedetto – sottolinea l’Assessore Regionale al Cicloturismo, Dino Pepe – di questo progetto strategico per l’intera ciclovia Adriatica e per i nostri territori se ne parla ormai da tantissimo tempo, ma solo negli ultimi anni, grazie alla stretta e proficua sinergia che siamo riusciti a creare con la Regione Marche, in particolare con il Vice Presidente Anna Casini, ha subito una decisiva accelerazione che ci ha portato oggi a mettere, nero su bianco, la parole fine alle “chiacchiere”, per dare spazio finalmente ai fatti e alle azioni concrete”.

La Regione Abruzzo ha messo a disposizione per questo progetto circa 1,1 milioni di euro di Fondi Fas e altrettanto, con altri fondi, faranno le Marche. “Ci tengo a ringraziare tutti coloro che, in questi anni, hanno lavorato per rendere possibile questo progetto ed il Provveditorato alle Opere Pubbliche che si occuperà, fattivamente, della sua realizzazione” prosegue Pepe. “Si dice spesso che un ponte è un’opera strategica perché unisce due realtà, due comunità, in questo caso permettetemi di dire che fa molto di più perché rende ancora più vicini due comprensori da sempre uniti da un comune filo conduttore, una identità che va oltre la semplice appartenenza comune, dando un decisivo e concreto sostegno allo sviluppo non solo turistico, ma anche economico e sociale a 360° di questi territori”.

Come dichiarato in conferenza stampa dal Provveditore ai Lavori Pubblici di Toscana-Umbria-Marche, Dott. Marco Guardabassi, l’opera, salvo problematiche tecniche o ricorsi, dovrebbe essere terminata entro la primavera del 2021. “Voglio ringraziare, di vero cuore, quanti hanno lavorato per rendere possibile questo fondamentale risultato che è frutto di un lavoro costante di tanti soggetti, gli uffici ed i tecnici della Regione Abruzzo e della Regione Marche, l’intera comunità di Martinsicuro e le Amministrazioni Maloni, Di Salvatore, Camaioni e Vagnoni che in questi anni si sono impegnate su questo progetto, la Provincia di Teramo, le associazioni turistiche, la Fiab, la Uisp e Legambiente: senza il costante e proficuo lavoro di tutti non sarebbe stato possibile centrare un simile risultato” conclude l’Assessore Regionale al Cicloturismo, Dino Pepe.

“Le nostre regioni vanno entrambe verso uno sviluppo sostenibile, puntando su un turismo diverso e sulla riduzione degli inquinanti”. Lo ha sottolineato la vicepresidente delle Marche, Anna Casini. La vicepresidente ha poi ricordato i legami, anche storici e culturali, che uniscono le due comunità. Le due Regioni, in particolare, sono coinvolte nell’Area di crisi complessa della Valle del Tronto e della Val Vibrata: “È l’unica area di crisi nazionale che riguarda due regioni. I finanziamenti sono stati quasi tutti erogati e le aziende finanziate; siamo alla fine del percorso. Altra collaborazione in atto è quella che vede il Consorzio di bonifica delle Marche curare la sponda destra del Tronto, da molti anni lasciata senza le adeguate manutenzioni”.

Casini ha poi concluso rimarcando come l’Adriatica rappresenti “non solo una ciclovia turistica, ma una vera e propria infrastruttura. Questo favorirà gli accordi, in corso con le Ferrovie, per favorire l’integrazione tra treno e bicicletta, utilizzando le due ruote anche per gli spostamenti quotidiani e lavorativi. L’Abruzzo è sicuramente molto più avanti su fronte delle ciclovie, ma le Marche, con le scelte del Governo Ceriscioli, stanno recuperando terreno, con un piano di investimenti di circa 50 milioni di euro destinato a realizzare il primo vero sistema di ciclovie marchigiane che collegherà, a rete, le dorsali interne con la viabilità dolce adriatica”.


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