SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “In merito al Decreto sicurezza, auspico che il nostro Sindaco, a prescindere dall’area politica di appartenenza, permetta di continuare a fare le iscrizioni anagrafiche dei richiedenti asilo” a parlare è la consigliera di Articolo Uno Flavia Mandrelli. L’argomento è piuttosto caldo in questi giorni, durante i quali sono saliti alla ribalta i primi cittadini di Napoli, Firenze e Palermo, che si sono “ribellati” al Ministro dell’Interno Matteo Salvini soprattutto per quanto riguarda l’iscrizione all’anagrafe degli stranieri, non più possibile, secondo il testo normativo al momento della scadenza del permesso di soggiorno.

Mandrelli dunque “spinge” Piunti e spiega anche i motivi. “Deve continuare non solo per evitare l’interruzione dei percorsi di integrazione in atto ma per una questione di giustizia sociale e, si, di diritti umani. Molti giuristi si stanno esprimendo in questi giorni sull’argomento e molte sono le voci di chi sostiene che i decreti ministeriali vadano interpretati nel quadro costituzionale che, ovviamente, ha precedenza. Si fa notare inoltre che la prassi vuole che, in presenza di un ricorso, i giudici sospendano l’efficacia di una legge in attesa del pronunciamento sulla legittimità costituzione. Aspettiamo quindi” chiosa la consigliera.

Poi Mandrelli si fa qualche domanda. “Questa nostra città di mare è ancora vocata all’apertura, all’accoglienza, alla condivisione? È ancora un approdo? O vogliamo anche noi chiuderci dietro un “muro di acciaio” nella illusoria convinzione che respingere sia la soluzione di tutti i mali che stanno devastando la nostra civiltà? No, non tutto è lecito se sembra volerlo una maggioranza. I governi e i parlamenti certo rappresentano il popolo ma occorre ricordare che il popolo esercita la sovranità nelle forme nei limiti della Costituzione. Una Costituzione che chi ci governa dovrebbe cominciare a leggere”.


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