RIPATRANSONE – Era l’agosto del 1998 e uno dei gruppi alternativi più celebri di quegli anni, i 99 Posse, si esibiva all’Anfiteatro delle Fonti di Ripatransone (aprì il concertom l’indimenticato Giacomo Pioweb Antonini). Un luogo magico, sospeso, sconosciuto fino ad allora alla gran parte dei visitatori non ripani per non parlare dei turisti, che quella serata registrò il tutto esaurito. “L’Anfiteatro accoglieva anche 3 mila persone, forse qualcosa in più” ricorda Valerio Isopi, all’epoca uno degli organizzatori dell’evento in quanto socio della cooperativa Clg, che aveva collaborato assieme al Comune di Ripatransone per la riuscita dello spettacolo (e non mancarono anche delle polemiche perché il gruppo napoletano con Zulu e Meg all’epoca era di forte impronta politica di sinistra, e per qualcuno un luogo così bello come l’Anfiteatro delle Fonti andava preservato da quella calca scalpitante).

Matteo Pagnoni, in passato anche collaboratore di Riviera Oggi e che ringraziamo, ci scrive a proposito di quel concerto: “I gruppi che aprirono il concerto dei 99 Posse furono i Grooviera, band dove suonavamo io, Alessandro Tordini, Giacomo Antonini, Manuel Offidani, Stefano Falcioni e i Silicioderma sempre di Offidani. È tutto vero, confermo, 3 mila persone, emozione unica. Triste vedere quel luogo magico ridotto così”.

Il successo del concerto dei 99 Posse e delle sue tremila presenze diede entusiasmo sia alla Clg che all’Amministrazione ripana di Ubaldo Maroni, che attraverso il videsindaco Paolo D’Erasmo (poi sindaco per dieci anni e presidente della Provincia), idearono il primo cartellone del Summer Festival. Ormai vent’anni fa, ma sembra un altro mondo. Il vento dei festival rock si respirava finalmente anche in Riviera, in un luogo suggestivo e che ha attratto anche una generazione di turisti.

La prima locandina del Summer Festival, nel 1999. Spicca anche la collaborazione del club anconetano Barfly. Da notare come l’abbonamento per i 15 concerti estivi costasse 70 mila lire, neanche 5 mila lire a concerto.

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La prima stagione fu sensibilimente influenzata dai ritmi più afro: a partire da The Wailers, la storica band reggae di Bob Marley (nella quale si esibiva anche sue figlio), ai Sud Sound System, i Reggae National Tickets e quindi i cantautori Max Gazzè e Daniele Silvestri e addirittura un redivivo Alberto Camerini, insieme a tanti altri (che tristezza pensare oggi ai capodanni in piazza coi Gemelli Diversi, ndr).

Le estati intanto si susseguivano e dopo alcune stagioni sempre di tendenza afro, l’offerta si allargò via via ai gruppi italiani che in quegli anni, ancora, riempivano le arene: ancora 99 Posse, poi Africa Unite, Buena Vista Social Club, Pfm, Modena City Ramblers, Giuliano Palma & The Bluebeaters, Afterhours, Bandabardò, Mario Venuti, e anche Subsonica, dei quali rimane un estratto del loro “Computer di Bordo” dell’epoca che vi riproponiamo di seguito con alcune immagini di archivio:

Concerto a Ripatransone (AP)1500 persone Ivan tomcruisemissionimporssiblecambioiolacinghiaditrasmissioneil9agosto si ferma da solo a Lucca per tentare di riparare in qualche modo il furgone ormai prossimo all’autodistruzione. Il resto della truppa parte con il trasporto di Marco “Cocis” detto “IL CAPO”, il nostro tour manager. Ci imbattiamo nel più classico dei maxi-ingorghi estivi sull’adriatica: anche oggi niente sound-check. Nemmeno la meteorologia gioca molto a nostro favore, ma verso le 19 la pioggia ci da una tregua. Giunti sul posto, sopravvalutando decisamente le nostre doti atletiche, decidiamo di inerpicarci a piedi per i vicoli del bellissimo paesino marchigiano alla ricerca del ristorante dove cenare. Il più in debito di ossigeno sembra essere Max, “il Presidente”, il quale reclamerà più volte l’intervento di un taxi.
Nei camerini, prima di salire sul palco, ripercorriamo alcuni classici da spiaggia/baccaglio con Boosta alla chitarra, Samuel alla voce e il resto del gruppo a improbabili cori. La location – un anfiteatro situato sulla collina subito sotto Ripatransone – è estremamente suggestiva e il concerto ci pare molto coinvolgente.

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IL SUMMER FESTIVAL CRESCE Il successo della rassegna ripana e il contemporaneo aumento dei cachet (iniziava ad imperversare lo sharing musicale e gli artisti, persa la fonte di guadagno delle vendite, puntarono tutto sulle esibizioni dal vivo) fecero sì che il Summer Festival divenne itinerante e oltre all’Anfiteatro delle Fonti si sviluppò in diversi comuni del Piceno, partendo dalla spiaggia libera tra Grottammare e Cupra per poi estendersi anche a Offida, Monteprandone e San Benedetto, dove il 16 agosto 2006 si esibirono i Sud Sound System all’apice del successo davanti a 8 mila spettatori accorsi nell’area dell’ex Galoppatoio.

Roy Paci, Caparezza, addirittura Shaggy per la decima edizione, Après La Classe e anche un “epico” scontro con i Negramaro a causa di un concerto rimandato per pioggia nel luglio 2005.

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NON SOLO SUMMER FESTIVAL Oltre ad aprire una suggestiva serie di concerti lirici di gran richiamo, in quegli anni organizzarono concerti alle Fonti anche altre società come quella di Giulio Spadoni, capace di intercettare nomi altisonanti come Francesco De Gregori e l’ex e indimenticabile voce dei Bronski Beat Jimmy Sommerville nella rassegna “Piceno on the Rock” (accompagnato da Camerini e dall’ora emergente artista ascolano Dario Dust). Anche il Bitches Brew Jazz Club capisce le potenzialità delle Fonti e riesce a proporre un gigante della bossanova, Caetano Veloso.

E pensare, come ci ricorda Giulio Spadoni, organizzatore di concerti, che proprio all’Anfiteatro “Francesco De Gregori nei primi anni 2000, fece spegnere le luci di scena dicendo che l’illuminazione del posto era suggestiva di suo: tre ore di concerto per oltre 1500 persone”.

MA QUESTA E’ LA STORIA DEL SUMMER FESTIVAL, TORNIAMO ALL’ANFITEATRO DELLE FONTI Infatti, mentre la cooperativa Clg è costretta a chiudere a causa del mancato pagamento da parte della Samb dei Gaucci e del Consorzio Turistico Riviera delle Palme, e il Summer diventa festival itinerante, l’Anfiteatro ripano, con i suoi ruderi illuminati là in alto e immerso in un bosco ovattato, continua ad ospitare eventi. Durante la giunta D’Erasmo al rock e al reggae si affiancano riuscitissime serate di opera lirica (le ultime per la verità ancora nel 2016, La Bohème e Madama Butterfly, e in passato anche l’Aida e altre).

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Mentre i concerti proseguono pur con minore frequenza, come dimostra quello riuscitissimo degli Afterhours nel 2012. Poi?

L’ANFITEATRO DELLE FONTI è oggi irriconoscibile. Conosciuto anche come Corte Medievale, addirittura meta di una Giornata Fai nel 2006, oggi è coperto da erbacce e piante, sporcizia e visibilmente esposto all’usura delle intemperie, a partire dallo storico arco di ingresso, un tempo segnale di entrata in un luogo incantato e senza tempo, almeno per il tempo di un bel concerto, oggi segnale dell’abbandono e dell’incuria. Fa male vedere queste immagini per chi ha frequentato e vissuto l’Anfiteatro. La speranza è che possa essere recuperato e, perché no, tornare luogo pulsante per la cultura. Perché ci manca, ci manca tanto.

 

 

 

 

 


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