SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Picenambiente ricorrerà al Tar contro la delibera votata sabato scorso dal consiglio comunale di San Benedetto (CLICCA QUI), un atto che punta a ottenere il controllo pubblico della partecipata dei rifiuti. Così ha deciso il CdA riunitosi nella giornata di martedì.

Della questione, che ha avuto vasta eco nell’ultima settimana, abbiamo parlato con Catia Talamonti e Leonardo Collina nel corso di un’intervista che i due dirigenti della partecipata, rispettivamente presidente e Ad, ci hanno concesso nel pomeriggio in esclusiva nella sede di Picenambiente a Porto D’Ascoli. L’argomento è molto vasto e permeato di argomentazioni tecniche piuttosto complesse tanto che pubblicheremo domani, sulle nostre pagine, l’intervista completa a Collina e Talamonti. Intanto, però, possiamo anticipare qualcosa.

Nella sede di Picenambiente

Perché Picenambiente impugna? I motivi dell’imminente ricorso dinanzi alla giustizia amministrativa rientrano nell’ordine della qualificazione giuridica della nozione di “Controllo Pubblico”. “Il fatto che i 29 comuni soci pubblici detengano la maggioranza del capitale (50,41% n.d.r.) non è sinonimo di controllo pubblico” ci dice l’Ad Collina. ” Gli orientamenti del Ministero dell’Economia stabiliscono che per esserci controllo pubblico serve un patto parasociale o, in assenza, comportamenti concludenti che negli anni provino la volontà del pubblico di controllare la partecipata” dice invece Talamonti.

Questi elementi per la società non ci sarebbero “visto che negli anni spesso durante le assemblee la parte pubblica, quasi sempre, non era neanche presente al completo. Quindi la parte pubblica non si è mai comportata come se avesse il controllo” continua la presidente che, nel corso della nostra intervista, si difende anche dalle accuse di conflitto di interessi piovutele addosso (“Assurdo, è il Comune che mi ha nominata presidente”). Entrambi i dirigenti, poi, puntano il dito sulla formazione dell’istruttoria della delibera in questione e sui dirigenti che l’hanno curata: “Si sono dimostrati chiusi ad aprire un contraddittorio su elementi di diritto con l’azienda”.


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