SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Segreteria Provinciale Siulp di Ascoli Piceno unitamente a quella Regionale ha incontrato il Questore di Ascoli Luigi De Angelis, sulla questione del Commissariato di San Benedetto del Tronto e sulla ripercussione che ha sulla sicurezza della città.

Ecco una nota del Siulp.

“L’incontro certamente cordiale sotto il punto di vista formale è stato completamente insoddisfacente sotto il punto di vista sostanziale – si legge nel comunicatoIl Siulp ha chiesto con forza al Questore di intervenire sulla situazione dell’organico del Commissariato le cui carenze, acuite dagli ultimi pensionamenti e dalla mancanza di turn-over, si riverberano sui diritti dei colleghi in servizio al Commissariato e sul diritto alla sicurezza dei cittadini sambenedettesi, nonostante gli sforzi profusi dal personale in servizio a San Benedetto del Tronto”.

“Il Questore, così come già dichiarato alla stampa giorni addietro si rifugia dietro ad un approccio burocratico del problema, secondo il quale gli organici del Commissariato addirittura risultano in sovra-organico rispetto alle piante organiche stabilite con un Decreto del marzo 1989 – prosegue la nota – Abbiamo contestato tale approccio alla questione che tiene conto di una realtà sociale-economica completamente differente dall’attuale; basti pensare al problema dei flussi migratori completamente assente negli anni in cui dette piante organiche venivano approntate, nonché all’aumento dei reati legate all’uso e spaccio di sostanze stupefacenti e a tutta quella criminalità diffusa quasi assente, se non molto marginale, 40 anni fa”.

“Le nostre richieste sono essenzialmente due, per tutelare al meglio i diritti dei poliziotti e dei cittadini:- trasferimento immediato del personale dalla Questura di Ascoli che abbia domanda in corso per il Commissariato ed un potenziamento dei servizi di controllo del territorio con l’ausilio di personale esterno al Commissariato in maniera costante, anche se concentrati in determinati periodi: fine settimana, festività particolari, stagione estiva – afferma il Siulp – Questo, in attesa che dal Centro vi sia una presa di coscienza del problema che vada a risolvere le questioni strutturali non risolvibili in periferia.

“Sulle problematiche di sua competenza il Questore crediamo che abbia pochi alibi. La questura di Ascoli ha avuto un forte potenziamento di personale negli anni addietro, grazie alla Questura di Fermo che non decollò – si legge nella nota – Numerosi colleghi allora assegnati a Fermo furono assorbiti dalla Questura di Ascoli Piceno e oggi, l’avvio della Questura di Fermo ha nuovamente potenziato la Questura di Ascoli in quanto a personale invariato è diminuita la competenza territoriale; praticamente dimezzata”.

“Tale risparmio di risorse umane e in parte, economiche, non sono state reinvestite su tutto il territorio della nuova provincia di Ascoli Piceno – è scritto nel comunicato – Su questo, ci siano permessi di esternare una battuta dicendo che il Questore di Ascoli Piceno è sì Autorità Locale di Pubblica Sicurezza del Comune di Ascoli, ma è anche Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza con tutte le responsabilità che ne discendono nei confronti di tutti i comuni della provincia, in special modo quelli sedi di Commissariato di Polizia, all’interno delle linee politiche dettate dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto”.

“Nel prendere atto dell’esito negativo dell’incontro il SIULP metterà in campo un’opera di sensibilizzazione tra le forze politiche, sociali ed economiche del Comune di San Benedetto già dai prossimi giorni, per culminare poi in una serie di manifestazioni pubbliche, tra cui al momento non escludiamo una raccolta firme tra i cittadini e una manifestazione pubblica” conclude la nota.

 


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