SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una tragedia che ha sconvolto l’Italia per le giovani, giovanissime vite che ha spezzato. I fatti di Corinaldo, dove cinque ragazzini minorenni e una madre hanno perso la vita in una discoteca forse troppo piena che aspettava il concerto del trapper Sfera Ebbasta, ha aperto un vasto filone di discussioni. Sui social, evidentemente e immancabilmente, c’è chi dice tutto e il contrario di tutto. Chi punta il dito sui gestori del locale, chi sul ragazzo che ha spruzzato lo spray al peperoncino che ha causato il fatale assembramento di persone, chi se la prende con la musica trap.

Sull’argomento abbiamo deciso di sentire Gianni Schiuma. Da decenni il dj sambenedettese gestisce locali, organizza serate e ha, o ha avuto a che fare in passato, con platee che comprendono anche fasce d’età giovani. In una lunga chiacchierata Schiuma ci ha dato il suo punto di vista, uno scorcio su questo mondo. Tante le sfumature dietro quello che è successo ma una sola certezza: “Ragazzini di quell’età, di notte, non possono andare in giro per locali liberamente”.

Buongiorno Gianni, da gestore storico di locali e organizzatore di serate lungo tutta la Riviera come hai vissuto la tragedia di Corinaldo?

“Quello che è successo è una sconfitta forte per tutti, non solo per chi gestisce i locali come me. In tanti anni non mi era mai accaduto di vivere, anche se indirettamente, una tragedia così. È dolorosissimo”.

In molti adesso puntano il dito contro i gestori per questioni di sicurezza. La capienza massima di quella discoteca non sarebbe stata rispettata.

“Questa cosa non so come sia stata gestita o organizzata, comunque è difficile giudicare. La sicurezza in un locale va sempre garantita anche se ci sono parametri molto contraddittori in questo mondo: se un locale è poco frequentato si dice che è vuoto e invece se è pieno tutti vanno lì perché è figo. Tutto va ancora accertato sul fatto della capienza da quello che ho letto. Ci può essere stata una questione di avidità, non lo escludo”.

Temi che adesso ci possa essere una psicosi di massa che vada a coinvolgere tutto questo mondo, una sorta di guerra ai locali?

“Non vorrei una demonizzazione. Ogni locale ha la sua storia e il suo background. Ci può essere il rischio di una psicosi di massa che sarebbe un errore perché le cose vanno valutate caso per caso. Accertiamo bene i fatti perché ora è troppo facile sparare nel mucchio visto che in ogni bar, su ogni profilo social si parla di questo. Si punta il dito su questi aspetti, e giustamente aggiungo, ma a 14 anni un ragazzino non può stare in giro da solo e non può avere libero accesso a una bomboletta spray al peperoncino.”

Secondo te, quindi, i locali non dovrebbero aprire le porte a ragazzi così giovani

“Io sono tendenzialmente contrario a far entrare i minorenni nei locali, soprattutto nelle ore notturne. Non voglio fare il bacchettone o il moralista perché faccio questo lavoro da troppi anni, ma in questo momento il sentimento che prevale è il forte dolore per queste giovani vite spezzate. Non è normale che che all’una di notte un concerto per minori debba ancora iniziare, non è normale mandare in giro a quell’ora dei ragazzini. Nella vita bisogna fare le cose giuste all’età giusta. A quell’età non si ha la determinazione o la consapevolezza per gestire la propria vita”.

C’è anche la questione dello spray al peperoncino. Qualcuno avanza pure l’ipotesi che si tratti di una moda spruzzarlo ai concerti trap.

“Le dobbiamo vietare. Non è la prima volta che succede, è un modo stupido e irresponsabile di comportarsi. A volte a quell’età la stupidità prevale ma non si può dare accesso facile a un’arma così pericolosa a persone così giovani”.

Gianni Schiuma fa entrare i minori nel suo locale?

“Io in questo momento gestisco un locale rivolto più ai genitori che ai figli ma io i minorenni non li faccio entrare. E’ una scelta personale: cerco di innalzare il livello attraverso la qualità del bere e la qualità della musica. Alle 2 e 30 ho finito di lavorare quando le discoteche devono ancora aprire le porte. Ma questa, lo ribadisco, è una scelta personale che ho fatto e non mi sento in grado di giudicare gli altri. Tra l’altro mi sembra che chi fa questo lavoro in zona si comporti generalmente con una certa responsabilità”.

Abbiamo parlato dei social. Adesso c’è anche chi spara sul genere musicale. Questo trap che magari qualche adulto reputa come una pessima influenza a causa dei comportamenti degli interpreti del genere o a causa dei contenuti dei testi. Che ne pensi?

“Ai nostri tempi ascoltavamo i Led Zeppelin o i Rolling Stones e gli adulti ci dicevano lo stesso, che erano simboli del diavolo. Quindi, al di là dell’espressione artistica o pseudo artistica, perché di arte in Sfera Ebbasta ci vedo molto poco, non dobbiamo usare i soliti stereotipi. Facciamo in modo che ognuno si prenda le sue responsabilità, il punto è sempre lo stesso: i ragazzini di quell’età, di notte, non possono andare in giro liberamente secondo il mio parere perché non sono in grado di autogestirsi”.

Quindi la soluzione qual è?

“Bisogna ripartire dall’educazione, dalle scuole e bisogna risvegliare un senso civico forte anche nei genitori. I ragazzini non devono per forza uscire a notte fonda, negli anni ’80 c’erano i party di pomeriggio per quelle fasce d’età. Il mio appello ai genitori è prepariamo questi ragazzi, educhiamoli. E ai giovani dico invece non andate dietro allo sballo, seguite chi vi dà valori più profondi, più veri. La musica è passione, divertimento e gioia, non trasgressione a tutti i costi”.

 

 

 


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