SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una Samb trasformata che nelle ultime quattro partite ha totalizzato più punti che nelle precedenti dieci: ben 10 punti nelle ultime 4, invece appena 8 nelle precedenti 10. I numeri nel calcio non mentono mai e quello che si è visto nelle ultime settimane è la normale evoluzione di quanto già apprezzato in precedenza, con la sola sconfitta di Vicenza, per altro non pienamente meritata, ad interrompere la crescita della squadra di Roselli. Che ha persino strapazzato il Pordenone, attuale capolista, che al Riviera ottenne un pareggio grazie a qualche regalo difensivo oggi non più nelle corde del pacchetto titolare, e per il limite della squadra rossoblu, la panchina corta.

La metamorfosi dei rossoblu forse si è finalmente compiuta quest’oggi, al cospetto del coriaceo Sudtirol, squadra probabilmente appesantita dalla sfida di Coppa Italia di giovedì col Torino (ad esempio Costantino, uno dei giocatori maggiormente di spicco, ha giocato oggi solo nel finale a causa degli straordinario all’Olimpico).

Ma dall’altra parte c’era una Samb incerottata come non mai: squalificato Calderini, rotto Di Pasquale, stirati Biondi, Bove e Stanco, con poca autonomia Russotto, tornato comunque in panchina ed entrato in campo nel finale. Eppure ci ha pensato Alessio Di Massimo, giocatore più discusso della gestione Fedeli, a causa di troppe aspettative ingenerate dal patron nel suo primo anno rossoblu, condito comunque di 4 gol che pochi non erano per il diciannovenne dell’epoca, all’esordio nel professionismo.

Quest’anno invece tanta panchina: 9 presenze ma quasi tutte nei minuti finali, a volte troppo pochi. Anche se le avvisaglie del suo stato di forma si erano già visti: contro la Feralpisalò aveva sfiorato il gol, poi servito un assist a Stanco che aveva determinato il rigore, dallo stesso Di Massimo però sbagliato. La maledizione di eterno incompiuto è sembrata dominarlo anche a Verona, quando nel finale ha colpito un palo su punizione. Oggi era atteso dalla prova principe: titolare per la contemporanea assenza dei tre attaccanti base, se avesse deluso il suo rapporto con San Benedetto si sarebbe deteriorato forse irrimediabilmente. Invece, oltre alla rete di rapina, tante buone giocate mai fine a se stesse, spesso a favore della squadra, nel ruolo di falso nueve da lui ben indossato anche in occasione della sua prima rete con la Samb, due anni fa, contro il Padova, e poi raramente riproposto.

Un giocatore che forse Roselli ha contribuito a far maturare (“Sono andato a parlargli mentre faceva la doccia, per complimentarmi per come è entrato in campo”, aveva detto qualche settimana fa dopo qualche rimprovero iniziale, “adesso so che posso contare su di lui”) e che si spera di rivedere con questa determinazione anche in futuro.

La Samb ora è una squadra ad appena due punti dall’obiettivo fissato da Roselli, quel decimo posto che vale la sfida play off. Diciamolo chiaramente: per quanto visto nell’ultimo mese e mezzo la Samb è squadra da prime cinque posizioni per il pacchetto dei primi 12-13 calciatori, considerando l’ottimo arrivo di Celiak e quello che potrebbe dare Crocetta. La rivoluzione dei giovani, considerate le partenze di Kernezo e Demofonti e quello che potrebbe avvenire a gennaio, potrebbero irrobustire la panchina rossoblu. Sognare troppo è sempre un peccato ma le valutazioni vanno fatte sulla base di quel che si vede, e non solo delle potenzialità su carta (anche se queste c’erano e lo scrivevamo, anche se non sempre poi queste riescono a trovare espressione in campo).

D’altronde Pordenone, Vicenza, Triestina e Feralpisalò, oltre allo stesso Sudtirol, sono parse formazioni non superiori ai rossoblu e in molti casi anche inferiori. Rocchi ha consentito al centrocampo di raggiungere il proprio equilibrio in termini di dinamismo, i due esterni Rapisarda e Cecchini si trovano alla perfezione nel 3-5-2 dopo il pessimo inizio; la difesa, pur con le assenze adesso di Di Pasquale e Biondi (rischia Zaffagnini per la sfida di Bergamo), ha trovato la sua armonia e anche la sua logica considerando le disponibilità della rosa nello schieramento a tre; Pegorin ha rassicurato tutto il reparto e oggi ha compiuto una prodezza che è valsa due punti.

Quanto all’attacco, l’assenza di Stanco sarà pesante ma va controbilanciata con il rientro di Russotto e un Calderini che dovrà giocare sempre più come esterno. Grazie anche ad un Di Massimo che deve adesso dimostrare di essere entrato nella maggiore età calcistica.

 


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