SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ uno dei momenti più duri per la Samb che non è mai stata così in emergenza. Out Di Pasquale, Calderini, Stanco e con Russotto che andrà in panchina (“ma con appena 10 minuti di autonomia” dice Roselli oggi davanti alla stampa”) i rossoblu che si apprestano ad affrontare il Sudtirol sono chiamati a un’impresa al Riviera.

“Serve qualcosa di speciale per noi in questo periodo” si dimostra conscio del momento Giorgio Roselli, che avverte i suoi: “Non possiamo sbagliare quello che abbiamo sbagliato a Verona, Il Sudtirol non ce lo perdonerebbe”. E la sensazione che la compagine che busserà domani a San Benedetto sia un po’ diversa dalle altre è vivida nelle parole del mister. “Il Sudtirol è una squadra di alto livello allenata da un tecnico emergente. Sono una società all’avanguardia (ci sono riferimenti anche al moderno centro sportivo che hanno costruito n.d.r.) e che andrebbe copiata”.

Il 3-5-2 di Paolo Zanetti preoccupa un po’ dunque (“attaccano in tanti e difendono in tanti e in più giocano a memoria” prosegue l’allenatore) ma a tenere sulle spine il mister continua a essere inevitabilmente il parco assenti. Saranno appena 16 i convocati più due portieri in panchina. “Abbiamo lavorato per limitarli il più possibile cercando di colpire nei loro, pochi, difetti” continua Roselli che per forza di cose davanti dovrà inventarsi qualcosa e probabilmente schierare dall’inizio uno fra Di Massimo e De Paoli, le uniche frecce rimaste là davanti. “Di Massimo non è Calderini ma alcune cose (che fa Calderini n.d.r.) può farle, magari con meno passo e intensità ma con qualità, perché le qualità le ha”. Anche l’assenza di Stanco si farà sentire. “Lui è un giocatore atipico, molto mobile ma indubbiamente importante per proteggere palloni” ammette Roselli che in quel ruolo sostituti non ne ha.”C’è De Paoli ma per ora non può giocare dall’inizio” ammette chiaramente.

Dunque alla Samb rimangono poche armi. “Siamo diventati una squadra tosta” ammette Roselli in uno scatto d’orgoglio “e la partita di domani ci dirà quello che siamo riusciti a fare”. Le condizioni potevano essere migliori. “Con Calderini e Russotto arruolabili al 100%  sarebbe stato diverso, anche senza punte”. Ma il mister punta su un aspetto: “La nostra gente deve essere l’arma in più fino al 29 dicembre. Sono il vero 12° uomo in campo, sia in casa che in trasferta”.

 


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