SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un innesto in corsa ma che funziona. Vedran Celjak, difensore croato arrivato da poco tempo a San Benedetto e subito buttato nella mischia da mister Roselli si racconta, racconta delle sue prime sensazioni in casa Samb e si lascia andare anche a qualche considerazione sull’annata d’oro per il calcio del suo paese, culminata col Pallone d’Oro a Luka Modric.

“E’ successo tutto molto velocemente, dieci giorni fa ero a casa e aspettavo una chiamata di una squadra importante” si confessa il difensore che spiega pure perché era rimasto a piedi. “A volte ti fidi delle persone sbagliate (ha cambiato procuratore di recente n.d.r.) ma credo che molto sia dipeso dalla situazione che ha vissuto il calcio italiano quest’estate, in tanti sono tutt’ora svincolati.” Poi la chiamata in rossoblu: “Quando si è interessata la Samb ho detto subito di sì e in tanti mi hanno detto che andavo in una piazza importante, con una tifoseria importante. Mi sono accorto che era vero dalla prima partita”.

Le sensazioni, per Celjak, “sono state positive fin dal primo giorno” ma forse neppure lui si aspettava di entrare così presto nei meccanismi. “Sono rimasto sorpreso quando Roselli mi ha schierato, è vero che c’era stato un infortunio (a Biondi contro la Triestina n.d.r.) ma avevo fatto appena due allenamenti”. Probabilmente il segreto di Celjak è quello non essersi fermato mai nonostante il riposto “forzato” (“mi sono sempre allenato anche a casa”) e adesso che ha ripreso a correre vuole, a maggior ragione, continuare il percorso. “Voglio restare coi piedi per terra guardando partita dopo partita ma il mio obiettivo è migliorare assieme alla squadra, che è fatta di grandi giocatori per questa categoria. Poi vedremo a fine anno quale sarà il nostro destino”.

E nel destino dei croati c’è anche un 2018 magico che ha visto la nazionale sfiorare il Mondiale e ora Luka Modric vincere il Pallone d’Oro. Un’affermazione incredibile per un Paese di appena 4 milioni di abitanti. A Celjak abbiamo chiesto di spiegarci il perché di un trend così singolare. “E’ una bella domanda” risponde “forse in Croazia abbiamo il calcio nel sangue. Anzi lo sport nel sangue” si corregge “perché abbiamo tanti campioni anche nel basket, pallavolo, pallamano”.

 

 


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