SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Pateracchio Fenati. E forse non soltanto il suo. Non c’è pace per il pilota ascolano: dopo quanto avvenuto lo scorso 9 settembre nella gara di Misano – aveva tirato il freno della moto dell’altro pilota Stefano Manzi in rettilineo – il giovane Romano Fenati aveva subito squalifiche e rescissione del contratto per le stagioni a venire in Moto 2 e aveva annunciato il ritiro dall’attività agonistica, anche se nelle scorse settimane si era nuovamente accordato con la Snipers per correre nel 2019, pur se in Moto 3.

Il Coni, nella sua abituale festa di premiazione degli atleti di fine anno, aveva comunque inserito Fenati nella lista, con una “Stella d’Argento”, riconoscimento molto importante e inferiore soltanto alla “Stella d’Oro”, per la quale, comunque, serve una affermazione di tipo mondiale, ad esempio una medaglia alle Olimpiadi.

“Negli ultimi anni organizzavamo due incontri di premiazione, uno di solito al Palazzetto dello Sport per premiare gli atleti della costa picena, e uno ad Ascoli per gli atleti della parte ovest della Provincia – spiega Armando De Vincentiis, delegato Coni per il Piceno – Quest’anno il Coni ci ha indicato di organizzare le feste in maniera autonoma e abbiamo pensato di organizzarne una a San Benedetto, perché è baricentrico e abbiamo un buon rapporto con il Comune”. La cerimonia  è organizzata per mercoledì 5 dicembre all’Auditorium di San Benedetto alle 17.30.

A questo punto però emergono dei problemi: “Da parte degli organizzatori abbiamo saputo che c’erano persone che non erano contente che venisse premiato Fenati, e quindi ho chiamato l’assessore allo Sport Pierluigi Tassotti il quale mi ha espresso un po’ di preoccupazione perché aveva saputo che alcuni ragazzi di San Benedetto avrebbero fatto una dimostrazione per contestare il premio a Fenati”.

Per “ragazzi” intende tifosi della Samb Calcio oppure, semplicemente, persone che contestavano il Premio a Fenati a prescindere dal campanilismo?

“Io questo non lo so; so invece che tra i premiati ci sono molti giovani anche di Ascoli, come sempre, senza problemi. Ho valutato che era meglio evitare di creare problemi anche di ordine pubblico, alla presenza di autorità. Ho avuto comunque la disponibilità dell’Assessorato allo Sport di Ascoli sul fatto che Fenati verrà premiato nella cerimonia che si svolgerà a metà dicembre al Ventidio Basso, nella quale vengono premiati gli atleti di Ascoli”.

Chi ha deciso di premiare Fenati? La delegazione provinciale o quella nazionale?

“I premi vengono decisi a Roma, sulla base delle indicazioni e dei risultati conseguiti”.

Non pensa che, considerando quanto accaduto di recente, il premio a Fenati poteva generare dei malumori o comunque non incontrasse per alcuni quello spirito sportivo e di lealtà che il Coni vuole trasmettere ai giovani?

“Io conosco molto bene Romano Fenati e posso dire che è un ragazzo correttissimo. Se penso ai miei venti anni anche io a volte vorrei scomparire per qualche stupidaggine che ho fatto, come tutti. Nella vita capita di sbagliare ma sta a noi far capire l’errore e aiutare a migliorare, non ad escludere. Specialmente in uno sport estremo come il motociclismo in cui, a memoria, ricordo molti episodi controversi accaduti anche a campionissimi acclamati in tutto il mondo. E molto sarebbe dipeso da come veniva organizzato l’evento: secondo me dare la possibilità a Fenati di parlare e spiegare l’errore e di averlo compreso sarebbe stato un grande insegnamento per tutti e anche una dimostrazione di come lo sport possa aiutare a correggersi e migliorare”.

Le parole di De Vincentiis ci sembrano condivisibili e emerge, da questa vicenda, un grande rammarico.


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