SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Queste tre partite mi sono servite per rompere il ghiaccio dopo un periodo di inattività molto lungo. Ma non mi sento titolare, penso partita per partita, poi se giocherò con continuità si vedrà. Decide il mister”. Parole e musica sono di Fabio Pegorin che, dopo uno stop forzato per un problema al cuore che l’ha colpito nella scorsa Primavera, ha finalmente riassaggiato il campo contro Vicenza, Feralpisalò e Triestina.

Inevitabile che la testa del calciatore, che oggi incontra la stampa, torni su quei lunghi giorni. “Quando sei in un ambiente come l’ospedale pensi solo a uscirne il prima possibile. Io sinceramente non ho mai pensato che potesse andar male, ero certo che sarei tornato in campo”.

Inizialmente il portiere rossoblu doveva stare fuori sei mesi dopo l’operazione. “Il mio fisico però ha risposto meglio del previsto e sono riuscito ad anticipare i tempi, non mi sono fermato mai quest’estate”. Il tempo trascorso fuori dal calcio giocato, però, gli è servito per migliorare certi fondamentali che ne erano stati un po’ il cruccio in passato. Il gioco coi piedi in primis. “In quei mesi non potevo subire urti quindi sul campo l’unica cosa che potevo fare era calciare il pallone”.

E mentre Pegorin prepara la prossima sfida con il Verona (“sarà tosta, lo è sempre contro squadre che navigano nella parte bassa della classifica”) racconta delle sensazioni che continua a provare quando scende in campo al Riviera, nonostante sia di casa da quasi quattro anni. “Mi tremano ancora le gambe quando metto piede allo stadio la domenica. San Benedetto non è una piazza come tutte le altre”.

 


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