SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Nei 5 anni del mio mandato sono sicuro di due cose: uno che non lasceremo il vuoto urbanistico, due che riqualificheremo quell’area”. Parlava del Ballarin circa due anni fa Pasqualino Piunti. Era il 21 dicembre 2016 e il sindaco era ospite della nostra trasmissione “Un aperitivo con…”.

Fra le domande che riservammo quel giorno all’intervistato anche il suo punto di vista sul futuro del Ballarin. Fra le altre cose il sindaco attaccò la precedente Giunta (“Gaspari propose l’area alla Fondazione Carisap senza neppure averne la proprietà”) e raccontò gli orizzonti in cui si stava orientando la sua amministrazione, insediatasi da appena sei mesi. “Nei nostri primi mesi di amministrazione o potevamo decidere di abbattere il Ballarin oppure vedere come muoverci” diceva il sindaco con riferimento all’idea di trovare un progetto di recupero prima di procedere alla demolizione. In quel periodo, infatti, alle cronache era salita una trattativa con la Reale Mutua (poi fallita) proprio per la riqualificazione dello stadio. “Vogliamo riqualificare il Ballarin” continuava Piunti “sapendo di non avere tante risorse, è inevitabile che ci debba essere un interlocutore”.

Tornare oggi su queste parole è significativo per due motivi. Da una parte c’è una sorta di promessa non mantenuta, quella di non demolire senza progetti, ma dall’altra c’è il dovere di raccontare che la questione Ballarin è precipitata negli ultimi mesi in cui, dapprima fu transennata la zona attorno ai capannoni su indicazione delle autorità di pubblica sicurezza e poi di nuovo nelle ultime settimane, in cui si è rilevata l’impellente necessità di demolire uno stadio ormai diventato pericolante.

Insomma, i progetti su carta di questa Amministrazione potrebbero essere stati travolti dagli eventi. E’ innegabile che la demolizione sia oggi dettata da cause di forza maggiore ma altrettanto innegabile è il rilievo che, anche prima di questa serie di circostanze, l’amministrazione non aveva in tasca progetti di recupero che ora, invece, dalle circostanze potrebbero essere stimolati. Ed è il motivo per cui questa intervista del Natale 2016 potrebbe rappresentare, più che un’occasione di recriminazione, il rinnovo di una promessa (ce lo auguriamo per la città). Questo perché la vera sfida attorno al Ballarin partirà solo dopo la fine della sua demolizione. Ed è una sfida che ha sconfitto più di un’amministrazione comunale: tentare di sottrarre all’abbandono quella che negli ultimi trent’anni è diventata una zona “fantasma”, forse la zona fantasma per antonomasia di San Benedetto. Per vincere Piunti non può che mantenere la promessa che fece davanti alle nostre telecamere il 21 dicembre del 2016.

 


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