MONTEPRANDONE – “Nel 1998 mi adoperai per la costituzione di comitati di quartiere a Monteprandone, per facilitare la partecipazione dei cittadini alla vita politica. Poi, invece, il sindaco di allora, Orlando Ruggieri, ruppe con me e il progetto terminò praticamente l’anno successivo, nel 1999, e da allora non è stato più ripreso”: Marino Lattanzi, esponente politico monteprandonese di Sinistra Italia e da vent’anni impegnato direttamente in politica nel Consiglio Comunale, ricorda quel tentativo anche perché, in vista delle elezioni comunali del 2019, “vorrei che proprio il tema della partecipazione fosse quello centrale, già a partire con la campagna elettorale”.

Domanda dalle cento pistole: lei si ricandiderà?

“Sì, anche se il mio compito sarà quello di coinvolgere tanti giovani che possono dare tanto a Monteprandone”.

In che modo la “partecipazione” può essere un tema anche nella campagna elettorale?

“Io, insieme ad altri esponenti della Monteprandone che si richiama ai valori democratici, vorremmo realizzare una serie campagna di ascolto con i cittadini. In questo modo, credo che potranno emergere delle figure volenterose e pronte alla candidatura e poi anche alla guida del paese. Non sarebbe serio candidare chi capita, occorre una selezione che potrà essere naturale”.

Lei intende candidarsi con una lista del suo partito o in una civica?

“I partiti sono il sale della democrazia ma in questo periodo non se la passano al meglio. Inoltre al di fuori dei partiti ci sono delle intelligenze e delle energie che non vanno sprecate e disperse, penso ad esempio, per dire un nome, all’attuale presidente della Pro Loco Bruno Giobbi. Per questo credo che le liste civiche siano, a livello locale, lo strumento migliore attualmente disponibile”.

Dopo dieci anni il sindaco Stracci giungerà al termine del suo percorso amministrativo. Lei ruppe con Stracci nel 2012, accusandolo di mobbing nei suoi confronti e nei confronti di Sinistra Ecologia e Libertà, il suo partito. Perché?

“Con l’attuale sindaco c’è una incompatibilità a livello di carattere. E dire che eravamo amici, era spesso ospite a casa mia. Non so cosa gli sia capitato. Probabilmente dopo che a delle elezioni regionali ottenni mille preferenze e Sel arrivò al 16 per cento, allora iniziò a temere che io potessi ambire a prendere il suo posto. Una cosa che non stava né in cielo né in terra. Credo che per guidare un Comune di 13 mila abitanti come Monteprandone, sia necessario affidarsi a chi ha almeno una laurea. Il che non garantisce sulla cultura del sindaco, ma almeno è un dato di partenza su cui contare. Io invece sono un fabbro, cerco di fare il massimo per la mia città, ma non ho e non avevo ambizioni che potessero mettere in difficoltà Stracci. Ma è andata così”.

Al di là delle valutazioni personali, cosa c’è di buono nella gestione di Stracci e cosa invece è mancato?

“Sicuramente Monteprandone ha bisogno di un sottopasso ferroviario e di una nuova viabilità nella zona di Contrada Molino, nei pressi della Superstrada. C’era un accordo di programma poi saltato, sarà necessario ripensare quel tratto. Capisco anche le difficoltà dell’Amministrazione Comunale: ai tempi del sindaco Bruno Menzietti gli oneri di urbanizzazione derivanti dalle nuove costruzioni raggiungevano i due milioni all’anno, adesso sono poca cosa. E tutto questo costringe a garantire al meglio l’ordinaria amministrazione e a limitare l’azione politica. Però credo che nel secondo mandato Stracci si sia un po’ fermato rispetto al primo e commetta ancora degli strani errori”.

Marino Lattanzi intervistato da Pier Paolo Flammini

 

 

Di che tipo?

“Di recente Stracci ha nominato il nuovo comandante della Polizia Municipale, Eugenio Vendrame, al posto dell’ex comandante Alfredo Scarfini. Rientra sicuramente nei poteri del sindaco farlo, tuttavia certe decisioni è bene prenderle all’inizio del mandato, non alla fine. Mi risulta inoltre che Scarfini abbia sempre ottenuto il massimo punteggio per l’ottenimento dei risultati attesi. Tutto un po’ strano”.

Lei conosce bene Orlando Ruggieri: che ne pensa della sua volontà di ricandidarsi alla guida di Monteprandone?

“Ad Orlando piace stare in mezzo alla gente. Trovo la sua apertura ai Cinque Stelle e anche al centrodestra un po’ eccessiva. Ad ogni modo credo che ci sia un tempo per ogni cosa e Monteprandone oggi ha bisogno di qualcosa di nuovo. Non so neanche se il partito accetterà la sua candidatura ma lui sarà capace anche di fare una lista civica indipendente. La situazione è fluida. Io sono comunque in buonissimi rapporti con tutti gli esponenti dell’attuale maggioranza e credo ci possano essere delle figure che ambiscano a candidarsi a sindaco. Parlo ad esempio di Sergio Loggi, vicesindaco che da quindici anni è in Amministrazione, o magari Pacifico Malavolta. Però non so se Stracci entrerà in questa disputa e se influenzerà la scelta del suo successore”.

Ci saranno anche i Cinque Stelle, probabilmente, in questa contesa elettorale. Alle scorse politiche hanno ottenuto il 46% delle preferenze.

“Anche cinque anni fa furono il primo partito alle politiche ma poi non andarono bene alle elezioni. I Cinque Stelle in molti casi hanno fatto propri i temi della sinistra, e questo non è un male assoluto. Però nella gestione di questi anni a Monteprandone vi è stata molta confusione, con consiglieri comunali che si sono dimessi troppo di frequente. Loro vanno sempre in autonomia e se si presenteranno credo che non ci sia possibilità neppure di collaborare per vedere se ci sono degli elementi programmatici simili”.

Cosa ne pensa della possibilità che il Nuovo Ospedale sorga nel territorio di Monteprandone?

“Credo che sia una occasione imperdibile per il nostro comune, per il miglioramento dei servizi sanitari che comporterà e perché sarà un onore ospitare questa struttura, se così sarà, nel nostro territorio”.

Riguardo la prossima campagna elettorale, quando ci saranno le prime novità?

“Credo che a metà dicembre, insieme ad altre persone, riuscirò ad organizzare il primo incontro pubblico coi cittadini. Da lì partiremo”.


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