SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Stamattina, 19 novembre, sono partiti ufficialmente, con il placet della Soprintendenza di Ancona, i lavori di scavo dell’area archeologica del Paese Alto di San Benedetto. Si è iniziato con lo smontaggio delle superfetazioni (cioè le stratificazioni recenti) che si trovano sopra il mosaico della Villa Marittima di età romana venuta alla luce tra il 2012 e il 2013 durante i lavori di riqualificazione della Piazza Sacconi e dell’area intorno all’ex scuola elementare del Paese Alto.

Dopo aver ottenuto il parere definitivo sul progetto di valorizzazione dell’area archeologica (finanziata da due progetti, uno regionale del POR-FESR 2014/2020 e l’altro statale nell’ambito del Piano Regionale di riqualificazione delle aree urbane degradate – DPCM 6 giugno 2017 per una somma complessiva di oltre 500.000 euro), sono stati avviati i lavori che porteranno nei prossimi mesi alla consegna del cantiere del primo lotto finanziato dalla Regione per la musealizzazione dell’area archeologica interna posta al piano terra della ex scuola.

Nei giorni scorsi il sindaco Piunti ha ricevuto il gruppo di lavoro selezionato dalla Soprintendenza di Ancona composta dall’archeologo Michele Massoni, dal restauratore Mirco Zaccaria, dal professor Fabrizio Pesando dell’Università “L’Orientale” di Napoli (che curerà gli aspetti storico – culturali degli scavi), accompagnati dai funzionari della Soprintendenza dott. Tommaso Casci Ceccacci e Paola Mazzieri, rispettivamente vecchio e nuovo responsabile del procedimento dopo il passaggio di consegne avvenuto negli scorsi mesi.

Gli smontaggi e gli scavi sono stati affidati all’impresa F.lli Rinaldi di Ascoli Piceno con la sorveglianza archeologica del dott. Massoni, entrambi incaricati dal Comune. Il gruppo lavorerà sotto la sorveglianza dei funzionari comunali che seguiranno i lavori e sarà coadiuvato dai progettisti esterni incaricati e raggruppati in associazione temporanee di professionisti: gli arch. Marco Mattioli, Dino Polidori e Katiuscia Laudadio di S. Benedetto incaricati del progetto architettonico, gli ing. Fabbrizio Taddei e Marco Tagliaferri di Velletri (RM) incaricati del progetto strutturale, il dott. Giuseppe Di Girolami per l’analisi dei materiali e il progetto micro-ambientale degli spazi archeologici.

“Ci avvaliamo di così tante e qualificate professionalità – dice l’assessore alla cultura Annalisa Ruggieri – perché il progetto è ambizioso e complesso. L’Amministrazione attribuisce un grande rilievo all’obiettivo di  riportare alla luce e musealizzare la storia più antica di San Benedetto che, a quanto pare dai ritrovamenti in corso di scavo, ha origine romane”.

“San Benedetto sembra avere una storia ben più antica di quella che si ipotizzava fino a pochi anni fa – aggiunge il sindaco Piunti – questi scavi e la successiva valorizzazione di quanto rinvenuto attraverso un percorso museale di grande suggestione hanno una duplice finalità: far conoscere a noi sambenedettesi quanto è stato scoperto e creare un nuovo polo di attrazione turistico – culturale per rendere sempre più articolato e versatile l’appeal di questa città”.


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