Di Alessandro Maria Bollettini

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Due settimane dopo il titolo mondiale di Muay Thai, Roberto Palestini non riesce a conquistare anche quello europeo di boxe (categoria Freeboxing, 60Kg), disciplina in cui non combatteva da più di 12 anni.

L’incontro di Castiglion Fiorentino, il 17 novembre, è stato però molto combattuto, nonostante la disabitudine del sambenedettese a lottare in questa categoria ed un pubblico agguerrito sostenente in maggior misura il suo sfidante, che aveva anche il vantaggio di essere il campione in carica.

Il boxeur del Team Diamond Italia ci ha raccontato in esclusiva la sfida: “Devo ammettere che il match è partito con lui molto sicuro di sé, avendo un folto pubblico ed il titolo già nelle sue mani da difendere; dopo la prima ripresa ha abbassato i toni del suo atteggiamento e non ho mai fatto un passo indietro nonostante tutto.”

Il combattimento ha iniziato a mettersi in salita invece alla fine della seconda ripresa, quando il rumeno Cocus ha rotto il naso di Palestini: “Sono riuscito a mascherarlo piuttosto bene, smettendo di usarlo per respirare ed usando solo la bocca per non far uscire il sangue, che avrebbe causato l’interruzione da parte dell’arbitro per l’intervento medico.”

Il combattente rivierasco è complessivamente soddisfatto di come si è svolto l’incontro: “In ogni ripresa ci sono state diverse azioni di scambi tra me e lui, non ci siamo risparmiati e l’unica cosa che mi è mancata rispetto a lui è stata quella degli automatismi della boxe, che sono molto diversi da quelli del K1 o della Kick; infatti molto spesso ho dovuto trattenere le gambe, fondamentali nelle categorie sopracitate sia per aprire sia per chiudere le azioni.”

Concludendo, Palestini ammette molto sportivamente i meriti del suo avversario, guardando con fiducia al futuro: “Credo che ai punti il mio avversario abbia meritato, ma credo allo stesso tempo che con un po’ di preparazione in più potrei dire la mia anche in questa categoria; questo match ne è la prova perché ho sì perso, ma sono già in piedi e con la fame di tornare di nuovo sul ring. Come sempre devo ringraziare tutto il mio team, gli sponsor e chi era al mio angolo a fare la differenza: Aldo Di Clemente, Efisio e Gianni Asuni, al mio fianco da ormai una vita”.


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