SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una torretta pericolante, tenuta in piedi da una impalcatura in legno che ne evita il crollo.  Una parete, quella del lato ovest, anch’essa malmessa, con profonde fenditure che la attraversano, dal basso all’alto. La strada è interdetta al traffico a causa del pericolo, e, per non essere da meno con l’aspetto diroccato della Caserma Guelfa, persino la transenna della Polizia Municipale sta su a stento, priva di un appoggio.

Così appare oggi la Caserma Guelfa a Porto d’Ascoli. L’antica Dogana Pontificia, costruita nel XVI secolo, è uno dei monumenti antichi più importanti di San Benedetto, assieme alla Torre dei Gualtieri al Paese Alto e alla Torre del Porto alla Sentina. Senza dimenticare l’immenso parco e la Torre Guelfa con la villa connessa che sorge proprio dietro la Caserma Guelfa e di cui ci occuperemo presto.

L’ultimo sopralluogo dei Vigili del Fuoco, con relativa relazione inviata alla Polizia Municipale di San Benedetto, è datato 27 agosto 2017. La ricognizione riguardò la situazione della parete ovest, non particolarmente distante da una serie di abitazioni, e a quel punto fu deciso di chiudere al traffico la strada, via Caserma Guelfa (con la comica situazione che l’unico modo per accedere alla parte meridionale della Caserma è necessario superare un divieto di accesso). Prima, in seguito agli eventi sismici del 2016, danni molto gravi furono subiti dalla torretta della Caserma Guelfa posta all’angolo sud-ovest. Le crepe, dopo la scossa del 30 ottobre, si allargarono ma soltanto dopo qualche mese venne posta una puntellatura in legno per evitare che il fenomeno si ampliasse fino al temuto crollo.

Ovviamente, anche se non siamo tecnici, il fatto che l’instabilità dello storico edificio abbia prima riguardato in maniera compromettente la torretta e poi si sia, per così dire, estesa ad una intera parete non depone a favore della sua tenuta. In questo momento su di essa gravitano anche tre attività: l’Osteria Caserma Guelfa a nord, un laboratorio artistico e uno studio architettonico a sud. Ma l’intero complesso, per altro dotato di due piani e di una corte interna che sarebbe uno spazio ideale per eventi anche di alto livello, è in uno stato di decadimento.

La Caserma Guelfa risulta di proprietà degli eredi Laureati, e proprio il frazionamento tra più proprietari rende difficile l’azione di messa in sicurezza e recupero della Caserma. La stessa proprietà dispone del grande parco della Torre Guelfa, della stessa torre e di Villa Laureati.

Tornando alla Caserma Guelfa, le prime domande che poniamo all’attenzione dell’opinione pubblica sambenedettese e degli amministratori cittadini sono le seguenti:

  1. Lo stato del settore sud-ovest è tale da rischiare un prossimo crollo di parte dell’edificio con conseguenti pericoli per chi fosse nelle vicinanze, nelle abitazioni vicine e con la conseguente perdita di un patrimonio architettonico di grande valore per l’intera comunità?
  2. Al di là delle decisioni dei privati proprietari, l’Amministrazione Comunale di San Benedetto può esigere la messa in sicurezza dell’edificio nelle parti lesionate o agire essa stessa nel caso ciò non avvenga?
  3. La Sovrintendenza della Regione Marche può essa stessa intervenire per richiedere la messa in sicurezza e preservazione di questo bene architettonico e, nel caso, farsi carico della messa a norma essa stessa?

L’inchiesta proseguirà.

 

 


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