SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il 31 ottobre si avvicina e con quella data l’appuntamento con le urne per l’elezione del nuovo presidente della Provincia che succederà a Paolo D’Erasmo. La lotta è a due: Sergio Fabiani (PD) contro Pasqualino Piunti (Forza Italia), il sindaco di Montegallo contro quello di San Benedetto.

Ad agitare le acque in questi giorni ci si è messo anche Beppe Grillo, o meglio il blog dei 5 Stelle che ha lanciato il diktat: niente voto alle provinciali per i consiglieri del Movimento. Nel Piceno si tratta di un bel bacino di voti. Per fare solo un esempio Castel di Lama sarebbe capace, da sola, di spostare 2800 preferenze “ponderando” i 9 voti degli 8 consiglieri di maggioranza più quello del sindaco Mauro Bochicchio. Senza considerare “gialli” in consiglio a Grottammare, Ascoli, Folignano, Monteprandone, Spinetoli.

I grillini dovrebbero organizzare uno stato maggiore per stasera. Anche se l’indicazione porta verso l’astensione (ci potrebbe essere il rischio di espulsione dal partito per i “ribelli”) possono permanere delle valutazioni che afferiscono al diritto di voto dei consiglieri e, perché no, al divieto di vincolo di mandato sancito anche dalla Costituzione.

Da quel che possiamo capire i pentastellati non si stanno strappando i capelli all’idea di non poter scegliere fra un candidato del Pd e uno di Forza Italia. Piunti però spera nel rimontone. Ma per farlo dovrebbe contare su una “mano” degli esponenti del Pd o comunque di area democratica qualora facciano parte di liste civiche appoggiate dai “dem”. Un consigliere di sinistra che vota Piunti? Sembra improbabile a rigor di logica, ma non escludibile del tutto, e lo stesso Piunti ne sa qualcosa. Il sindaco di San Benedetto ha accettato un’altra sfida difficile ma da abile calcolatore (di voti) e il 31 ottobre potrebbe riservare sorprese simili a quelle del maggio 2016, quando rimontò venti punti a Perazzoli nel ballottaggio.

Nella valutazione delle dinamiche che porteranno al voto di fine mese va messo in conto infatti che Sergio Fabiani, primo cittadino di un paese di appena 507 abitanti del profondo entroterra provinciale, potrebbe essere considerato poco rappresentativo dei comuni della Riviera, che sono nei fatti il più grande bacino di voti. E allora le speranze di Piunti sono riposte nei “franchi tiratori” dell’area di centro-sinistra che potrebbero sacrificare l’appartenenza politica sull’altare della rappresentanza territoriale.