SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Qualche giorno fa ci siamo occupati (CLICCA QUI) dell’accordo, firmato a giugno fra Luca Ceriscioli e il sindaco Massimo Seri, che ha nei fatti “salvato” l’ospedale Santa Croce di Fano, potenzialmente in pericolo con la futura costruzione di una struttura nuova di zecca a Pesaro-Muraglia, ad appena 12 chilometri di distanza.

Vi avevamo lasciato con la promessa di tornare a parlare della delibera regionale numero 523 del 23 aprile 2018, quella che contiene lo schema dell’accordo per l’ospedale di Fano, perché può essere considerata, leggendone i contenuti, un simbolo delle tanto discusse sperequazioni fra Nord e Sud delle Marche.

Perché è così tanto importante questo documento, vi chiederete voi? Perché con la garanzia che l’ospedale di Fano resterà aperto, gli abitanti della Provincia di Pesaro potranno contare su quattro ospedali: quello di Pesaro (che presto sarà costruito nuovo), quello di Fano appunto, l’ospedale di Urbino e infine l’ospedale di Pergola, che nelle ultime settimane è stato al centro di uno scontro fra lo stesso presidente e Matteo Salvini (presente alla Festa della Lega a Fano il 15 settembre). Il Ministro dell’Interno paventava la chiusura di quell’ospedale ma Ceriscioli lo ha smentito, assicurando come la struttura di Pergola resterà aperta, seppur accorpata amministrativamente con quella di Urbino (CLICCA QUI PER LEGGERE LE PAROLE DI CERISCIOLI riportate dal Resto del Carlino). Il tutto senza considerare le proteste e le lotte, in azione nel Pesarese, per riaprire quello di Fossombrone, diventato struttura “di Comunità”.

Potrebbe trattarsi di una sperequazione per via di una semplice proporzione matematica, materia ben conosciuta da Ceriscioli, il cui mestiere da civile è proprio quello di insegnante di matematica. Se il numero giusto di ospedali per la provincia di Pesaro, che fa 360 mila abitanti, è quattro; il numero giusto di ospedali per la Provincia di Ascoli non può essere uno soltanto. Risolvendo la proporzione (360.000:4=210.000:x) il numero di strutture “giuste” per il Piceno sarebbe 2,3 (periodico).

Ovviamente il numero di strutture non è indicativo, da solo, per capire il tipo di servizi sanitari di un territorio. Bisogna capire cosa ci sarà dentro, in termini di reparti. Una volta fatto si può dimensionare quell’ospedale rapportandolo al decreto Balduzzi, classificandolo come di “Base” (copre fino a 150 mila abitanti) o di “Primo Livello” (copre fino a 300 mila persone di bacino).

Leggendo l’accordo di Fano (GUARDA L’ESTRATTO DELLA DELIBERA QUI SOTTO) possiamo classificare il Santa Croce, anche in futuro, come “di Base”. Con l’ospedale nuovo di Pesaro che sarà di certo un ospedale di primo livello e quello di Urbino che è un altro ospedale di base, possiamo ragionevolmente dire che gli ospedali della Provincia di Pesaro potrebbero servire come minimo 600 mila abitanti a fronte di una popolazione, come detto, di 360 mila anime. Come minimo perché teniamo fuori dal conto il quarto ospedale, Pergola.

Diventa dunque abbastanza chiaro, alla luce di quello che succede a Nord, come nel Piceno un solo ospedale non basta. Se valgono le stesse regole. Se valgono le stesse proporzioni.

La delibera della Giunta regionale n.523/2018. Contiene l’indicazione dei reparti che in futuro conterrà l’ospedale Santa Croce di Fano, come minimo classificabile come “di Base” per il decreto Balduzzi

 

 

 


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