SAN BENEDETTO DEL TORNTO – Il clima fra la Picenambiente e i suoi lavoratori è più caldo che mai. Il rapporto fra la partecipata dei rifiuti, Rsu e OOSS è piuttosto teso già da inizio maggio, quando i sindacati si sono posti in stato di agitazione avviando anche un tavolo in Prefettura, la cosiddetta “Procedura di Raffreddamento”. (CLICCA QUI).

IL 31 OTTOBRE SI PARLA ANCORA DI CONTRATTO DI 2° LIVELLO. Ma qual è il pomo della discordia? La situazione è degenerata con le tre sigle sindacali rappresentate nella Rsu aziendale (Cgil, Cisl e Ugl) da quando, la scorsa primavera, sono fallite le trattative per il contratto di secondo livello (che è un contratto integrativo rispetto a quello nazionale). Da quanto sappiamo i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali avevano determinate richieste sia dal punto di vista remunerativo, sia per quanto riguarda la stagionalità i turni e le festività. Ma ci sarebbe stata, da parte della ditta l’applicazione del contratto collettivo nazionale, particolare che ha fatto degenerare le cose.

RISCHIO SCIOPERO? Adesso della contrattazione di secondo livello si tornerà a parlare il 31 ottobre, visto che Picenambiente ha fissato un incontro per quella data con la Rsu aziendale e con le tre sigle. L’incontro, da più parti, viene considerato molto importante e, se dovesse di nuovo saltare il tavolo delle trattative, non è escluso uno sciopero generale. Ovviamente in questo caso, visto che la raccolta rifiuti è un servizio pubblico essenziale, ci sarebbe bisogno del preavviso, fissato in 10 giorni dalla legge 146 del 90. In più la questione si inserisce in un momento delicatissimo per la partecipata dei rifiuti, colpita recentemente dal “caso macerie” con la Regione Marche che le ha revocato la gestione della filiera per alcune inadempienze, affidandola alla ditta Cosmari di Tolentino.

PARLA MARUCCI (UGL). Sull’intera questione abbiamo sentito il segretario provinciale di Ugl Giuseppe Marucci. La sigla, dall’ottobre 2017, quando si sono tenute le votazioni per il rinnovo della Rsu, è il primo sindacato nell’azienda avendo ottenuto 89 voti su 197 votanti.

“Collina non ci ha dato le risposte su tutte le questioni, adesso dovrà darle, e nette, il 31 ottobre” ci spiega il sindacalista che ripercorre anche le tappe del fermento che si registra ormai da mesi fra i lavoratori. “Ci sono problemi immensi e tra i dipendenti c’è grande insoddisfazione, uno stato di insofferenza crescente”. Insofferenza che avrebbe toccato l’apice al fallimento della contrattazione di secondo livello. “Collina ci ha dato uno schiaffo quando ha voluto applicare il contratto collettivo nazionale e non ci ha chiamato sul contratto integrativo aziendale. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso”.

Ma quanto è importante l’incontro del 31? E soprattutto è concreto il rischio di sciopero generale dei circa 300 lavoratori che coprono la raccolta rifiuti di quasi tutto il territorio provinciale? Per Marucci è una possibilità. “Noi le proviamo tutte, porteremo sul tavolo i problemi e se Collina ci darà risposte positive bene, se non ci darà le risposte che cerchiamo verranno prese altre strade e anche iniziative sindacali di lotta” risponde a nostra precisa domanda il segretario di Ugl.

Marucci parla di “striscio” anche della questione legata alle macerie (“non ha fatto brillare l’immagine dell’azienda”) ma si sofferma soprattutto sul rapporto fra Picenambiente e i cittadini. “Picenambiente deve essere all’altezza del momento e deve ritrovare anche un rapporto coi cittadini: ci sono carenze di servizi lamentate da molti. Noi non vogliamo il male dell’azienda, tutti vogliono che cresca perché una ditta così dovrebbe essere fiore all’occhiello per i comuni e se le cose funzionano è un vantaggio per tutti. Ma serve un salto di qualità che riguarda l’efficenza del servizio alla collettività e il rapporto con i lavoratori”.

 

 


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