FABIANI-FEDELI. Ci risiamo. In questi giorni la Samb di tutto ha bisogno meno che di altra confusione. Non si sa per quali motivi una locandina fuori le edicole ha appesantito o travisato oggi un articolo sulla Samb. O magari si sa? Mi spiego: leggo su una locandina del Corriere Adriatico una frase molto eloquente a riguardo del Ds della Salernitana, Angelo Fabiani e naturalmente, se non di più, anche della Samb e Fedeli. “L’OMBRA DI FABIANI SULLA SAMB DI FEDELI“.

Passi la regola che la locandina deve spingere a fare acquistare  il giornale quindi a forzare i concetti,  non deve però toccare la sensibilità della Sambenedettese Calcio in particolare. Infatti l’esternazione negativa sulla persona Fabiani (pare che voglia esporre querela al giornale) è evidente ma lo è di più la considerazione che Fedeli sia un ingenuo perché si affida a persona già impegnata ufficialmente con un’altra società. Tantomeno è mia intenzione smentire, perché impossibile, l’esistenza di uno stretto contatto di amicizia e di consigli tecnici tra il presidente e il diesse, entrambi romani. Non ci vedrei nulla di male senza illazioni fuori luogo.

A meno che non si voglia ricordare alla gente (in senso negativo chiaramente) che alcuni anni fa le cronache descrivevano l’esperto operatore di mercato come l’amico fedele di Moggi. Luca Bassotti nel suo articolo non lo accenna nemmeno. E allora da cosa nasce la discriminazione di chi compila giornalmente la locandina? Bastava dire che Fedeli chiede consigli al suo amico Fabiani. L’ombra della società è altra cosa. La negatività della parola, di cui in questo momento non si ha bisogno, è altra cosa.

L’aggravante è poi palese: essendo Fabiani pagato dalla Salernitana, la frase in locandina appare un azzardo inutile. Come se il nome di un dipendente della Samb, per esempio il nuovo Ds  Pietro Fusco, apparisse fra qualche mese nelle locandine di Cesena come l’ombra della squadra romagnola. Ombra significa anche che Franco Fedeli è scorretto per cui potrebbe incorrere in problemi disciplinari oltre a ‘sporcare’ il nome della Sambenedettese Calcio. Mi direte: sono fatti del Corriere Adriatico. Mica tanto, anche della nostra squadra  di calcio, secondo me.

Mentre il presidente si è detto ormai abituato a certe ‘uscite’, l’ha presa molto male Angelo Fabiani. “Ho appena fatto presente all’articolista che, se non trovo domani una smentita passerò alle vie legali. Se la società Salernitana prende per buona la cosiddetta notizia  mi cacciano, dopo con chi devo pendermela? La ritengo una superficialità ed una scorrettezza gravissima nei miei confronti ma anche della famiglia Fedeli. Preciso altresì che non sono venuto apposta a vedere Samb-Imolese perché chiamato dal presidente che, ripeto conosco da almeno 20 anni, ma perché ero di passaggio dopo essere stato in mattinata a Riccione per un incontro tra arbitri e allenatori”

Giacchè ci siamo, può darmi il suo parere su Pietro Fusco nuovo diesse rossoblu?

“È stato a La Spezia per sei anni e questa è già un’indicazione di valore. Restare tanti anni nella stessa società è sempre un buon segnale. Nei suoi trascorsi vanta giovani calciatori acquistati per pochi spiccioli e rivenduti per milioni di euro. Forse la dote più importante per chi fa investimenti nel mondo del calcio. Come valore aggiunto  aggiungerei che ha calcato da calciatore i campi di serie A. Da qui a dire che io sono l’ombra della Samb di Fedeli ce ne passa”

La squadra che impressione le ha fatto?

“Ha problemi, mi pare chiaro, ma dopo il secondo tempo di mercoledì potrebbe essere scattata quella scintilla che nel calcio a volte fa miracoli”

A proposito invece di accordi già in corso tra la famiglia Fedeli ed eventuali acquirenti, il presidente rossoblu cade dalle nuvole e ripete quanto afferma da sempre. “Quando deciderò di vendere la società voi della stampa sarete i primi a saperlo. Sono esterefatto perché qualcuno sta mettendo in giro notizie sicuramente false, visto che io non ne so nulla. Oltretutto non è detto che a fine maggio finirà il mio rapporto con la città di San Benedetto anche se per il momento è questa la mia intenzione. Riparliamone fra qualche mese”

In pratica il patron rossoblu ha fatto sua la famosa frase di Boskov “Rigore è quando l’arbitro fischia”.


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