SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La recente bufera scoppiata attorno alla PicenAmbiente  approda anche dentro il consiglio comunale di San Benedetto. L’occasione nasce dalla mozione della consigliera Maria Rita Morganti. L’esponente Pd pone l’accento sul decoro urbano e sul funzionamento della ditta limitatamente alla pulizia e al servizio di raccolta nella città di San Benedetto. Inevitabilmente, però, la lente di ingrandimento si trasferisce anche sulle recenti vicissitudini che sta vivendo la partecipata del Comune, colpita da un rumoroso provvedimento di revoca nella gestione della filiera delle macerie del sisma.

Tra le voci più critiche c’è quella di Flavia Mandrelli di Articolo Uno che in passato ha più volte posto l’accento sui problemi della ditta e che sui social, nei giorni scorsi, ha anche chiesto le dimissioni dei vertici della società. Non l’unica a farlo nel panorama politico. “Forse qualche dubbio ci deve venire, qualcosa c’è che non va in questa ditta” chiosa Mandrelli.

” La presidente di questa società è una dirigente di questo ente” prosegue la “perazzoliana” che introduce un aspetto piuttosto dibattuto in questi giorni: il ruolo di Catia Talamonti che è sia presidente di PicenAmbiente che dirigente del Comune di San Benedetto. Una potenziale incompatibilità (tutta da verificare perché la società ha una “governance” particolare che all’apparenza non la rende una società di controllo pubblico nonostante la maggioranza del capitale sia in mano ai comuni n.d.r.) della dirigente è stata sollevata infatti nelle scorse ore anche dal pentastellato Peppino Giorgini (CLICCA QUI).

Sulla questione interviene a gamba tesa anche Giorgio De Vecchis che ci vede responsabilità anche dell’Amministrazione. “Non avete messo un soggetto politico alla guida della società, lasciare senza controllo politico una società che gestisce oltre 10 milioni di questo ente è stato un grave errore. Il comune di San Benedetto subisce un danno d’immagine in questa vicenda delle macerie”. Il consigliere chiede a questo punto una commissione d’inchiesta e la motiva così: “La Regione ha interrotto un servizio per ripetute inadempienze contrattuali. La domanda è facile: ci sono inadempienze di PicenAmbiente anche nei confronti del nostro Comune?”.

 


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