SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ospitiamo in questa pagina una lettera del consigliere comunale Pasqualino Marzonetti, fuoriuscito dal gruppo Pd da qualche mese e da quel momento spesso allineato, nei voti d’assise, agli indirizzi della maggioranza. Il consigliere, nelle righe che seguono, anticipa che alle elezioni provinciali voterà per Piunti, pur definendosi “in una situazione di solitudine politica” (non può, infatti tecnicamente formare un “gruppo misto” e non è entrato ancora in nessun gruppo di maggioranza). Tra le motivazioni delle anticipazioni del suo voto il prossimo 31 ottobre, la “stima” verso il sindaco definito dall’ex Pd “la persona capace di dare maggior visibilità e tutela al territorio sambenedettese.” Marzonetti, poi, a scanso di equivoci, ci tiene a precisare che la sua “dichiarazione di voto”, come potremmo definire questa lettera, non ha secondi fini: “non ho fatto accordi politici con nessuno”.

 

 

“Non voglio accendere nessuna polemica, ma ci tengo ad esprimere alcune precisazioni inerenti la candidatura alla presidenza della provincia del Sindaco di San Benedetto del Tronto Pasqualino Piunti.

Ho accolto con stupore e piacere la sua scelta di accettare la candidatura, anticipo che il mio voto sarà espresso in suo favore, doveroso però è spiegare le motivazioni che mi hanno portato a questa decisione.

Chi scrive non appartiene, ad oggi, a nessun partito o schieramento politico, nonostante ciò rispetto i partiti di centro destra che hanno fatto della candidatura di Piunti una bandiera.

E’ chiara e indubbia la mia stima verso la persona Piunti prima, e verso il politico poi, ciò mi mette nelle condizioni di precisare che l’obiettivo guida che traccia il mio mandato è finalizzato esclusivamente al bene della città.

A me non interessano situazioni che legittimamente si generano all’interno degli schieramenti politici, né debbo rendere conto a valutazioni partitiche condivise da scelte plurali, il mio voto è finalizzato a riconoscere in Piunti la persona capace di dare maggior visibilità e tutela al territorio sambenedettese.

Il sindaco è il mio unico interlocutore, in quanto vivo paradossalmente, una situazione di solitudine politica che non mi permette di guardare oltre il mio ruolo di amministratore comunale.

Difficilmente posso fare valutazioni che mi porterebbero o potrebbero portare altri a scelte diverse, capisco ma non condivido chi, pur essendo sambenedettese, per ordine di scuderia si ritroverà a votare contro, colui che in maniera naturale rappresenta la nostra città.

Qualcuno in questi giorni penserà bene di fare conti su numeri a favore o sfavore di Piunti, condizionati da strategie politiche, tali valutazioni rientrano nelle solite analisi che si fanno in tutti gli appuntamenti pre- elettorali, ma la mia persona è esterna a qualsiasi ragionamento di questo tipo.

Il mio voto è guidato esclusivamente da un’emozione personale e da un senso di appartenenza fortissimo al mio territorio, che mi porta a definirmi, per adesso, un individuo al di fuori di ogni schema politico.

Potrebbero starci franchi tiratori da una parte e dall’altra dei due del schieramenti, guidati da una strategia già manifesta, funzionale alle prossime elezioni sia del Comune di Ascoli Piceno che della Regione Marche, pertanto potrebbero mancare voti perché sacrificati sull’altare della politica, dovuti ad alleanze e accordi per candidature relative al post-provinciali.

Non mi preoccupo di trovarmi nell’equivoco politico, inteso come il non essere definito in un quadro d’insieme già strutturato, in questa fase, a me interessa, l’arte di amministrare per rappresentare coloro che guardano al consigliere comunale come la prima antenna capace di rilevare i problemi della città.

A volte la politica è, purtroppo, un gioco a simulare e ad indicare soluzioni che vanno aldilà delle utilità del territorio, io, solitario consigliere comunale faccio il mio dovere, sostengo il mio sindaco candidato ad un ruolo prestigioso affinché egli possa porre maggiore attenzione alla città che oggi, già in maniera ottimale amministra.

Non posso tradire un patto che non esiste, non ho fatto accordi politici con nessuno, il mio voto è libero da schemi e da strategie, non ho interesse ad abbandonare il sindaco Piunti, in quanto proprio per seguirlo ho lasciato un recinto di partito che, non mi dava la sensazione di amministrare la città oltre il colore politico.”


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