SAN BENEDETTO DEL TRONTO –   Il cosiddetto “consiglio di guerra” è la classica riunione, nell’immaginario cinematografico/letterario di tutti, in cui gli ufficiali di un esercito sono chiamati a decidere, confrontandosi, la linea d’azione da intraprendere in previsione di una imminente battaglia.

Non vorremmo esagerare e sfociare in un’iperbole, perché in fondo non parliamo di guerre ma di semplice politica. Domani, però, San Benedetto in qualche modo pianificherà la sua “battaglia” sul fronte Ospedale Unico. Dopo che il consiglio comunale ha adottato la “tesi De Vecchis” nell’ultima commissione sanità, un comitato ristretto di quest’ultima si vedrà infatti domani pomeriggio nelle stanze di Viale De Gasperi.

Il tavolo, una specie di Stato Maggiore, è programmato per le ore 18 e vi prenderanno parte Gianni Balloni da presidente dell’organo assieme ai consiglieri Chiodi, Curzi, Falco, Di Francesco, Mandrelli e Pignotti. Con loro Pasqualino Piunti e Giorgio De Vecchis che in questo momento possono considerarsi le “anime”, rispettivamente politica e teorica, della tesi che il consiglio comunale sambenedettese vuol portare sul tavolo di Ceriscioli. Ovvero: l’ospedale nuovo fatelo sulla costa, ne abbiamo diritto per legge, mentre ad Ascoli lasciate un presidio di base.

Nella pratica il comitato ristretto domani sarà chiamato a programmare due mozioni tecniche che in un futuro verosimilmente prossimo il consiglio comunale voterà all’unanimità. Da una parte una mozione sulla localizzazione del nuovo ospedale con San Benedetto che spinge per Centobuchi e dall’altra una che punterà a chiedere il ripristino immediato dell’Utic (Unità di Terapia intensiva Cardiologica) al Madonna del Soccorso. Tutti e due gli atti poggiano sulla base teorica del “dossier De Vecchis” e sull’assunto che San Benedetto e il suo hinterland più prossimo hanno un bacino di utenza sufficiente sia per riavere subito la terapia intensiva cardiologica, sia per avere nel cortile di casa, in futuro, l’ospedale principale della provincia.

Ovviamente San Benedetto non potrà fare tutto da sola. La mozione sulla localizzazione, nelle intenzioni, dovrà servire da stimolo per indurre la Regione a convocare una nuova conferenza dei sindaci e indire un nuovo voto sulla localizzazione dell’Ospedale Unico. Nel frattempo verosimilmente verrà condotta anche una campagna politica con i sindaci del Piceno, in modo da cercare più alleati possibili per la tesi dell’ospedale a Centobuchi.

E questa campagna potrebbe cominciare prima di quanto si possa pensare. Dopodomani (venerdì), infatti, la conferenza dei sindaci piceni si riunisce di nuovo (alle ore 15 al Piceno Consind). Sul piatto c’è ufficialmente il piano sanitario per l’area vasta ma a margine è facilmente immaginabile che i sindaci parleranno del nuovo ospedale e magari potrebbe essere, per Piunti, l’occasione per iniziare (o meglio continuare visto che il primo cittadino ha già incontrato i sindaci della costa) a fare un po’ di proselitismo fra i colleghi. Nella partita è però importante il ruolo che andrà a recitare Guido Castelli e la città di Ascoli. In questo momento, infatti, il presupposto che il sindaco ascolano accetti la “tesi De Vecchis” e quindi un ospedale di base nel capoluogo, appare fondamentale per riaprire le trattative.

 


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