MONTEPRANDONE –  Entra in scena con un basco rosso fuoco, abbinato alle abbondanti bretelle: fa fatica, perché il corpaccione massiccio che ai bei tempi era una eccezione nel panorama degli idoli del punk rock, adesso è così affaticato che ha necessità di una stampella e di una sedie dove poggiarsi per l’intero concerto.

Per il resto, l’esibizione dei Pere Ubu al Centro Pacetti di Monteprandone, nella serata del 10 settembre, conferma che David Thomas, leader del gruppo fondato a Cleveland nel 1975, conferma, anche se sono passati 40 anni da “The Modern Dance”, che la verve anarchica e creativa è rimasta la stessa. Accelerazioni, controtempi, inventiva, una tensione rock spietata e cruda che si aggrappa alla voce sempre alterata, avvitata, di Thomas, che spesso, tra un pezzo e l’altro, si addentra in dichiarazioni teatrali.

“Io sono il secondo James Brown. Ma non mi muovo lì – dice a metà concerto indicato le gambe malferme – E’ tutto dentro la testa”. Se lo coccola Massimo Bonfigli, insieme a Pink Rabbits organizzatore dell’evento: “Questo sold out ci dà la carica per andare avanti. Il prossimo 8 novembre vi anticipo che avremo qui l’australiano Scott Matthew”. Concerto che si chiude con la riproposizione della storica “Sonic Reducer”, per un momento accompagnata da un passaggio in cui si rimanda a “Smell Like Teen Spirits”: poi Thomas se ne va, claudicante ma carico, pronto a parlare con i fans.

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