CAMERANO – Credevano di essere sfuggiti alla cattura, ma si sbagliavano, perché i carabinieri della Compagnia di Osimo non avevano mai interrotto le ricerche. Con 40 militari in una azione di rastrellamento del territorio, circoscrivendo e controllando una vasta area da Senigallia a Porto Recanati, sono stati individuati e arrestati i sei componenti di una pericolosa banda rom, unitamente al loro capo.

Il tentativo di dividersi in due gruppi da tre, uno diretto a Nord (verso Lecco) e l’altro diretto nel teramano (verso Alba Adriatica e Giulianova), è stato inutile poiché comunque scoperti, immobilizzati, ammanettati e condotti nella caserma della Compagnia di Osimo.

Alle prime ore del 7 settembre sei uomini avevano provato ad agire nella frazione Aspio del comune di Camerano, presso la gioielleria “Blue Spirit” del centro commerciale “Grotte Center”: arrestati, erano costituenti della banda rom giunta ad inizio mese in Val Musone per depredare le attività commerciali. Sono tutti ritenuti responsabili di furto aggravato in concorso e resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

I sei rom arrestati sono stati sottoposti ai rilievi fotosegnaletici e dattiloscopici nonché compiutamente identificati.

C’è ancora il massimo riserbo da parte della Procura della Repubblica di Ancona, per l’ennesima mirabile operazione investigativa notturna compiuta dalla Compagnia di Osimo poiché ancora in corso e in via di definizione per alcuni accertamenti sul gruppo malavitoso arrestato, probabilmente responsabile di altri reati commessi in zona.

Alle ore 2 circa della notte del 7 settembre accadeva quanto immaginato in località Aspio del comune di Camerano (territorio sensibile di confine dei tre comuni di Ancona, Osimo e Camerano), dove i carabinieri della Compagnia di Osimo guidati personalmente dal Luogotenente Luciano Almiento, comandante del N.O.R.M. osimano, a seguito dell’allarme antifurto scattato sulla linea telefonica della Centrale operativa, intervenivano tempestivamente presso il centro commerciale “Grotte Center” dove poco prima, come riscontrato dalla visione delle telecamere di videosorveglianza, ben otto soggetti travisati con felpe e cappucci di colore scuro, venivano ripresi e immortalati mentre scavalcavano la rete di recinzione dell’ipermercato. Uno di loro fungeva da “palo”, gli altri sette a piedi si dirigevano verso l’entrata principale armati di arnesi da scasso e due pali di ferro, riuscendo a scardinare la saracinesca dell’ingresso centrale del Centro Commerciale e, una volta all’interno, scardinavano la successiva saracinesca penetrando all’interno della gioielleria “Blue Spirit”. Una volta all’interno della gioielleria i sette malviventi sfondavano letteralmente le teche e le vetrine espositrici dei gioielli, rubando i preziosi e infilandoli all’interno di alcuni zaini e borse.

I malfattori, una volta terminata l’azione criminosa all’interno della gioielleria, si accingevano ad uscire dalla stessa porta da dove erano entrati, ma giunti nei pressi dell’ingresso venivano scoperti dai carabinieri arrivati sul posto. A questo punto iniziava la caccia all’uomo con la precipitosa fuga dei malviventi all’interno del centro commerciale inseguiti dai militari operanti.

Benché i carabinieri erano riusciti ad afferrare un paio di soggetti, gli stessi si divincolavano, raggiungendo una porta antipanico dileguandosi per campi approfittando del buio. A causa di ciò e dopo uno scontro con uno dei malviventi un carabiniere della Stazione di Castelfidardo riportava la frattura del radio e dell’ulna con una prognosi di trenta giorni diagnosticata presso l’Ospedale di Jesi.

Vistisi scoperti e inseguiti i banditi abbandonavano la quasi totalità della preziosa refurtiva (oro, argento, orologi ed altro) del valore di oltre 20 mila euro che era stata riposta in quattro zaini, che successivamente veniva riconsegnata alla legittima proprietaria. Pertanto, si provvedeva a cinturare tutta la zona di campagna retrostante il centro commerciale, riuscendo a precludere tutte le vie di fuga possibili. Infatti, di tanto in tanto, i soggetti uscivano dalle sterpaglie per provare la fuga, ma immediatamente dovevano desistere per la folta presenza dei carabinieri, i quali a tali loro tentativi stringevano sempre più il cerchio in una morsa a tenaglia.

Nel frattempo i soggetti, che in un primo momento erano ancora travisati con il passare del tempo si disfacevano del materiale occorrente a travisarsi. Tale comportamento si ripeteva in diverse occasioni sino a giungere alle prime ore dell’alba dove i malviventi venivano visti in faccia e successivamente riconosciuti durante le fasi dell’arresto.

Durante questo frenetica condotta due soggetti riuscivano a scavalcare la rete di recinzione posta a margine dell’A14 raggiungendo l’arteria stradale dove venivano qui raggiunti da una Fiat Croma di colore blue, condotta da un complice, il quale dopo aver fatto salire i due uomini, riconosciuti come componenti della banda, si dava a precipitosa fuga verso sud. Di tale situazione venivano allertati tutti i Comandi Compagnia lungo la tratta autostradale, riuscendo a bloccare il veicolo ad Alba Adriatica, dove i carabinieri del radiomobile provvedevano a identificare il conducente e a condurre il veicolo presso la locale caserma.

Alle ore 14 circa, veniva notata dai militari, sopraggiungere nuovamente, la Fiat Croma già attenzionata percorrendo la corsia nord dell’autostrada fermandosi al margine della corsia di emergenza all’altezza del chilometro 233. Chilometro questo corrispondente al luogo dove era nascosta la banda. Qui venivano notati uscire dalle sterpaglie cinque soggetti, anche questi riconosciuti come componenti della banda in quanto precedentemente visti dai carabinieri.

Mentre due soggetti salivano in auto, l’autista, riconosciuto essere lo stesso che nelle prime ore del mattino aveva prelevato altri due soggetti, consegnava agli altri tre del denaro. Subito dopo, gli stessi, ritornavano nella vegetazione iniziando ad incamminarsi in direzione sud, mentre l’autovettura ripartiva, con i due componenti della banda, a forte velocità in direzione nord. L’autovettura veniva inseguita e bloccata in autostrada subito dopo l’uscita di Montemarciano, mentre i soggetti appiedati, che nel frattempo non erano stati mai persi di vista, venivano bloccati nei pressi della Stazione Ferroviaria di Osimo, frazione di Osimo Stazione.

Date le circostanze, essendo i componenti della banda riconosciuti senza alcuna ombra di dubbio come quelli che avevano perpetrato il furto all’interno della gioielleria “Blue Spirit” sita all’interno del centro commerciale “Grotte Center” di Camerano: essendo gli stessi mai stati persi di vista dai militari operanti; avendo agito con volto travisato, in ore notturne ed in più di tre persone, viste le circostanze aggravanti e le violazioni di legge venivano dichiarati in arresto.

Nel corso delle perquisizioni personali, uno degli arrestati veniva trovato in possesso di alcuni anelli in oro bianco asportati dalla gioielleria “Blue Spirit” del valore di 800 euro circa, debitamente sequestrati per essere riconsegnati, comprovante la piena responsabilità della banda rom. Di quanto operato e dell’avvenuto arresto, veniva informato il Sostituto Procurato della Repubblica di Ancona Dottor Andrea Laurino, il quale preso atto della sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, nel concordare gli arresti effettuati, disponeva che gli arrestati fossero tradotti e reclusi presso la Casa Circondariale di Ancona-Montacuto, in attesa della celebrazione del giudizio di convalida, previsto per il prossimo lunedì.

Altri due complici della banda sono stati già individuati, di cui uno compiutamente identificato dai carabinieri della Compagnia di Alba Adriatica, allertati dalla Compagnia di Osimo, riguardo l’arrivo dell’autovettura Fiat Croma in fuga, mentre l’altro soggetto attivamente ricercato in stato di irreperibilità.


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