SANITÀ. Sull’ospedale detto unico (l’aggettivo giusto sarebbe ‘nuovo’) stiamo assistendo ad un silenzio assai equivoco e pericoloso. I politici delle cittadine costiere e della vicina collina stentano a prendere una posizione ferma e decisa.

Equivoco perché:

-Il sindaco di Grottammare Enrico Piergallini, dopo aver votato per il sì, si è defilato e staziona nell’imbarazzo di appoggiare il ‘dem’ Luca Ceriscioli ma nello stesso tempo di non farsi riconoscere come uno del Partito Democratico. La stessa linea strategica adottata nella campagna elettorale di maggio per facilitare il suo secondo incarico da primo cittadino. Un silenzio che parla chiaro ma credo che non pagherà. Forse non volendo, così fa il gioco di chi non vuole far rinascere il “Madonna del Soccorso” seppur spostato un po’ più là. Deve, secondo me, insistere con la tesi espressa in fase di voto nell’assembla dei sindaci.

-Il sindaco di San Benedetto, Pasqualino Piunti, furbo com’è, non vuole (o non può) schierarsi per il no ma nello stesso tempo dice che non si deve togliere alla sua città un ospedale che non c’è più da almeno 15 anni. Parole anche sue. Silenzio equivoco e contraddittorio che fa il gioco di chi non lo vuole equidistante tra Ascoli e San Benedetto come auspicato (quando si parlava di ospedale di vallata). Insomma, quello che allora i sambenedettesi ritenevano una chimera ora è improvvisamente diventato un problema. Seppur per motivi diversi (forse opposti) anche lui sta pericolosamente tergiversando. Cosa che non è assolutamente consigliata per coloro che ricoprono la carica di primi cittadini, eletti per prendere decisioni giuste a difesa della propria collettività.

-Stessa cosa per altri sindaci della costa che dovrebbero sollecitare la Regione affinché metta nero su bianco e mattone su mattone sulla decisione presa, dopo averli consultati ufficialmente. Invece di avventurarsi in suggerimenti assurdi (vedasi proposta della zona Brancadoro a ridosso dello stadio). Gli unici a beneficiarne sarebbero i proprietari dei terreni non certamente i cittadini.

-L’unico che parla chiaro è il consigliere comunale sambenedettese di minoranza Giorgio De Vecchis ma anche lui, pur dicendo cose giuste, paradossalmente rischia di fare il gioco di chi non vuole un ospedale equidistante tra Ascoli e San Benedetto che, come ben dice De Vecchis, ha nel suo hinterland un maggior numero di potenziali utenti rispetto al capoluogo di Provincia.

Pericoloso perché:

-Un eccessivo ritardo dell’inizio dei lavori porterà ad una soluzione che, passando le settimane, diventerà sempre più logica, sì più logica. Far diventare di Primo Livello l’ascolano ‘Mazzoni’ visto che il suo potenziamento costerebbe molto meno. Una strategia intelligente dal punto di vista di Guido Castelli, un sindaco, forse improvvisamente poco coerente, ma con ben impressi gli interessi dei suoi cittadini.

Per finire una mia convinzione: sia a livello nazionale che locale, gran parte dei guai dell’Italia nascono dalla mancanza di una stampa libera. Da tantissimo tempo fa il gioco di chi i giornali li sorregge non di chi li legge, disorientandoli, senza mai prendere una posizione ‘libera’, come la logica imporrebbe. Sono del parere che l’Italia può voltare pagina soltanto se tutti i giornali ricominciano a far i giornali  e i giornalisti i giornalisti. Senza il loro fondamentale e disinteressato aiuto, neanche il politico più bravo, onesto e intelligente può evitare che la nostra nazione e i nostri comuni vadano alla deriva fino a toccare il fondo.


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