SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’opposizione consiliare di San Benedetto fa, ancora una volta, fronte comune e in questa occasione il piatto forte sul menù sono i rifiuti, trend topic che abbraccia una pluralità di questioni a partire dalla governance di Picenambiente, passando per la Tari e i suoi, più o meno sicuri, aumenti per arrivare al più pratico dei problemi: la sporcizia e i rifiuti nelle strade.

Il primo a prendere la parola è Giorgio De Vecchis, che nei meandri di un’estate che sta dedicando all’Ospedale Unico (il consigliere ha annunciato oggi che in settimana indirà una conferenza stampa per svelare i risultati del suo studio n.d.r.) trova il tempo anche per puntare il dito sui responsabili di un eventuale (ma probabile) nuovo aumento della Tari, e sarebbe il terzo anno consecutivo. Il leader di Ripartiamo da Zero mostra il piano di investimenti presentato nel 2012 dalla stessa Picenambiente che prevedeva investimenti per 11 milioni di euro. Il piano industriale fu infatti presentato in occasione della gara per l’individuazione dei nuovi soci privati della partecipata dei rifiuti (gara poi vinta da EcoNord e Deco Spa n.d.r.) e prevedeva nuovi impianti per il trattamento di umido e rifiuti spiaggiati oltre a un revamping (ristrutturazione n.d.r.) totale dell’impianto di Pagliare “che al momento tratta la plastica riciclata ma che produce un materiale di riciclo che ha poco mercato perché ha bisogno di altri trattamenti” commenta il consigliere.

Per De Vecchis insomma i mancati investimenti (“che dovevano vedere la luce, carte alla mano, nel 2016” rivela) sono il motivo principale per cui i cittadini sambenedettesi aprono sempre di più il portafogli quando si parla di Tari. “Dalla nostra provincia ogni giorno parte un bilico pieno di rifiuti indifferenziati che ci costa 125 euro a tonnellata più il trasporto e questi costi vengono interamente tradotti sulla Tari” tuona il membro d’opposizione. “Di chi è la colpa? Forse della Picenambiente” dice De Vecchis “o forse della politica visto che da quando è arrivato Piunti, che doveva rappresentare la discontinuità con Gaspari, non è stato cambiato neppure il presidente della Picenambiente (Catia Talamonti n.d.r.) che con la precedente amministrazione era ragioniere capo”.

Per Flavia Mandrelli il problema è meno da colletti bianchi e più pratico invece. “Siamo inondati, noi consiglieri, da foto dell’immondizia per strada. La verità è che il servizio non funziona come dovrebbe e per come lo paghiamo, la città semplicemente puzza” commenta l’esponente di Articolo Uno-Leu. Per Tonino Capriotti (Pd) è invece una questione di soldi. “La Picenambiente ha fatto registrare più di un milione di utili quest’anno e quando si parla di aumento Tari spiegano sempre che il problema è che siamo costretti a portare i rifiuti indifferenziati fuori dalla Provincia (a Fermo n.d.r.). Ma da quest’anno cambieranno le cose col sormonto della discarica Geta quindi la Tari deve diminuire, se aumentasse sarebbe vergognoso” prosegue il democratico “è impressionante che a pagare siano sempre i cittadini”. E c’è, infine, chi ha anche un quantum di quanto hanno pagato in più i sambenedettesi. Per Umberto Pasquali (Psi) “In meno di 10 anni si è passati da 8 milioni a 12 milioni l’anno che San Benedetto versa nelle casse di Picenambiente”.

 


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