Pubblico integralmente di seguito due note, la prima di un nascente comitato per il no all’ospedale unico piceno e l’altra della posizione assunta da Orgoglio Civico. Prima però altre mie precisazioni su quanto sta accadendo intorno alla decisione di ridare alla riviera picena un ospedale degno di tale nome

Svegliameci, svegliameci. Chi sarebbero questi promotori del no all’ospedale unico e chi rappresenterebbero? Mi auguro non i sambenedettesi perché altrimenti, se si sentissero rappresentati da chi dice “No all’ospedale unico“, farebbero l’ennesima figura di coloro che non sanno quello che fanno.

E che ancora dormono come hanno dormito, anche se l’esempio può sembrare blasfemo, quando, a partire dai primi anni novanta la presidenza della Sambenedettese Calcio è stata affidata, con il benestare di tanti cittadini della nostra riviera, a personaggi evidentemente ‘inadatti’. Tutti sanno come è finita. Adesso finalmente sul piano calcistico si sono svegliati. Spero.

Contrastare o ritardare la costruzione di un nuovo ospedale degno di tale nome nei pressi della zona costiera e della vicina collina potrebbe riservare contorni negativi molto simili.

Diversa è la posizione del consigliere sambenedettese Giorgio De Vecchis, che non dice no all’ospedale unico, ma lo vorrebbe a Centobuchi invece che a Pagliare perché lo prevede la Legge. Prima gli auguro di avere ragione poi, se sarà il caso, gli farò i complimenti. Ci siamo confrontati in alcuni commenti a contorno di alcune sue dichiarazioni.

Coloro, invece, che adesso dicono no al nuovo ospedale, dove erano quando il “Madonna del  Soccorso” è stato ridotto allo stato attuale e, nello stesso tempo, nel “Mazzoni” ascolano i padiglioni e i nuovi reparti crescevano così tanto da costringere sempre più spesso noi cittadini costieri a recarvisi, anche per motivi banali? Per i cosiddetti “casi acuti” la strada verso la città di provincia (33 chilometri dal mare) o verso il capoluogo di Regione (80 chilometri) è da anni l’unica soluzione.

Ecco chi dice no e perché:

a) innanzitutto,  e giustamente dal loro punto di vista, i cittadini di Ascoli (con in testa il loro sindaco) che avevano assistito in silenzio (non colpevole) al degrado professionale del nosocomio sambenedettese con la segreta speranza che il loro ospedale, lì dov’è o a Campolungo (nella periferia della loro città), diventasse l’unico punto di riferimento per il Piceno più di quanto lo sia adesso il “Mazzoni”. Effettivamente la storia sanitaria degli ultimi 25 anni lo lasciava credere. Una speranza andata in fumo con una decisione della Regione Marche avallata dalla maggioranza dei comuni interessati.

b) i rappresentati politici (FI, Lega e purtroppo M5S) soltanto perché la Regione è governata dal Partito Democratico. Quindi una motivazione con scopi elettorali evidenti. Non me l’aspettavo da una forza come il M5S che dovrebbe ragionare con la propria testa guardando il tanto loro decantato merito e non le schede elettorali. Il riferimento al neo sindaco grillino di Castel di Lama e al senatore Giorgio Fede è abbastanza evidente e oserei dire illuminante.

c) il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti se non ci ripensa. Se non lo sa lui che l’ospedale della sua città non esiste più da almeno 15 anni, chi dovrebbe saperlo? I motivi assomigliano molto a strategie partitiche volte più ad interessi personali  che a quelli della comunità che rappresenta. Appare più una questione di sudditanza che di campanilismo.  Un tasto sul quale mi piacerebbe essere smentito. Piunti non lo farà perché lo porterebbe a schierarsi e quindi a darmi ragione. Ma… non si sa mai.

De Vecchis come già detto sta nel mezzo. La sua è una controversia direi comprensibile. Anche se io gli consiglio una battaglia che ritengo molto più importante: far diventare l’autostrada la bretella del Piceno approfittando dei danni (gli ultimi recentissimi) che il tratto dell’A14 tra Pedaso e San Benedetto sta procurando agli automobilisti. Un traffico inferiore a quello autostradale limiterebbe di molto i problemi.

Ecco chi dice sì e perché:

a) la grande maggioranza dei medici di ogni ordine e grado. Parola di esperti

b) i rappresentanti del Partito Democratico ma soltanto perché devono difendere l’operato del proprio partito. Altrimenti le motivazioni che sto elencando io da umile giornalista avrebbero dovuto farle loro già da tantissimo tempo. Non possono farlo sia perché l’annullamento del “Madonna del Soccorso” ce l’hanno nella coscienza (Agostini in testa, Gaspari, Perazzoli e altri hanno assistito colpevolmente, per meri interessi più personali che politici, al graduale decadimento del nostro nosocomio) sia perché pensano, sbagliando, che il popolo sambenedettese è per il no, quindi per i soliti motivi elettorali.

c) tutti i sambenedettesi disinteressati con la testa sulle spalle perché si sono stancati e non vogliono più  farsi mettere i piedi sopra la testa. Esempi di cui la storia picena è strapiena.

Svegliameci, svegliameci urlava un simpatico tifoso della Sambenedettese Calcio. Sarebbe ora.

Mi viene naturale aggiungere che della nota del cosiddetto “Coordinamento no ospedale Unico Piceno” condivido soltanto una parte del loro ultimo paragrafo: “Un ospedale di Vallata se verrà mai costruito, dovrà essere capace di soddisfare le esigenze del nostro territorio e dovrà assicurare una rete sanitaria che tenga conto dei cittadini... “

LA NOTA DEL COMITATO PER IL NO

Comunicato stampa Coordinamento No ospedale Unico Piceno

“In attesa degli incontri che ci saranno i giorni 3 e 9 settembre 2018 con i cittadini del Piceno, (vi invitiamo a seguire la nostra pagina Facebook No ospedale unico Piceno) è doveroso anticipare quali saranno le tematiche affrontate e come vogliamo portare avanti le nostre proposte insieme agli abitanti. La situazione attuale del nostro territorio in tema sanitario, ci vede fortemente carenti rispetto ad altre realtà Marchigiane. Non siamo così ingenui da cadere in un campanilismo voluto da chi ci governa e conosciamo perfettamente la nostra situazione, tuttavia non possiamo non evidenziare come il governo Marchigiano dal 2013 a questa parte, ha iniziato un processo di “riorganizzazione” che ha generato una serie di problematiche che stanno diventando delle voragini incolmabili. La trasformazione delle aziende sanitarie locali in aree vaste ha comportato un’unificazione che ha svelato le carenze reali del nostro territorio, e in questi ultimi anni, dati alla mano, non possiamo non constatare che si è depauperata la sanità pubblica in favore di una privatizzazione selvaggia celata dietro le convenzioni. Sono aumentati gli investimenti verso la sanità privata con tagli evidenti a quella pubblica, tagli che vengono vissuti dagli operatori e dagli utenti come un disagio vero rispetto alla domanda e all’offerta di beni sanitari. Uno dei nodi fondamentali da sciogliere, in virtù di una proposta come quella che sta decantando la regione a favore di un terzo ospedale, riguarda il livello di assistenza e le differenze incolmabili che ci sono tra i servizi erogati da marche sud E quelli che riguardano l’azienda ospedaliera Marche Nord. C’è una grande differenza, differenza che non ha basi legislative su cui insistere. Di fatto, i cittadini del Sud delle Marche sono trattati come ultimi. Basta fare una ricerca un po’ più approfondita per accorgersi di come l’Azienda Marche Nord sia autonoma e abbia una serie di specialistiche che noi non abbiamo e che non sono contemplate nel piano proposta dalla regione, pur avendo un bacino d’utenza che vede gli accessi ai nostri nosocomi, secondi solo a Torrette. Vogliamo portare a conoscenza dei cittadini le realtà che il nostro territorio vive, dalle situazioni dei comuni montani a quelli della collina a nord del Piceno. Vogliamo che la popolazione sappia come la rete territoriale sia stata depauperata dei suoi servizi. Il nostro fine è quello di far conoscere ai cittadini la situazione reale nel suo insieme, per dare consapevolezza a tutti delle scelte che verranno fatte sul nostro territorio. Il nostro No è a questa proposta, non è un no ad una sanità che aumenti il suo livello, né tantomeno ad un nuovo nosocomio al quale non siamo contrari tout-court e ci proporremo proprio per far sentire la nostra voce in questa direzione. Un ospedale di Vallata se verrà mai costruito, dovrà essere capace di soddisfare le esigenze del nostro territorio e dovrà assicurare una rete sanitaria che tenga conto dei cittadini, soprattutto di quelli che vivono nella periferia della nostra provincia. Nessuno deve rimanere indietro” (Barbara Nico)

Coordinamento No Ospedale Unico Piceno

LA NOTA DI ORGOGLIO CIVICO

“Orgoglio Civico scende in campo e si spenderà in termini di iniziative per contribuire al meglio a favore della sanità pubblica. La situazione sanitaria nel piceno e nella regione marche non permette di rimanere inerti, anzi, auspichiamo una unione di forze civiche e politiche affinché ci si adoperi per ottenere il bene dei cittadini. Vista la non chiarezza di intenti, in termini di programmazione sanitaria, in particolare nel piceno, riteniamo necessario spendere tutte le forze a disposizione, compreso il coinvolgimento formale del Ministro Giulia Grillo, affinché si faccia chiarezza sul destino dell’ ospedale madonna del soccorso e dell’ ospedale mazzoni, in virtù, anche, di un ipotetico ospedale unico proposto dalla stessa regione marche, per l’ ennesima volta di in ventennio. La spesa complessiva in termini di ristrutturazioni intraospedaliere, al madonna del soccorso ed al mazzoni,  per milioni di euro, trova maggiore concretezza rispetto ad una proposta di ospedale unico, a due anni dalle prossime elezioni regionali. Il piceno, pertanto,merita maggiore chiarezza in termini di programmazione sanitaria ma soprattutto, pretende di recuperare il divario con un nord dove maggiormente si investe. Porteremo pertanto all’ attenzione del  ministro alcune anomalie, non tanto per fare dichiarazioni roboanti, ma perché riteniamo che nel piceno ci sia necessità di maggiore chiarezza di intenti. Conosciamo bene la legislazione sanitaria, anche in merito alla nota autonomia regionale, ma ciò nonostante non si può pensare di rimanere a guardare di fronte ad un interesse pubblico, gestito da soldi pubblici, quale è la sanità. I due ospedali riguardano un bacino di utenza che merita attenzione anche in relazione al Balduzzi. Purtroppo vediamo che sta prendendo troppo piede l’ aspetto elettoralistico, rispetto alle necessità socio sanitarie di un bacino di utenza, a nostro parere, da programmare come polo attrattivo dal punto di vista di eccellenze sanitarie. Il sud marche risulta pertanto una opportunità che può essere senza sconvolgere strutturalmente l’ esistenze ma agendo principalmente sulla programmazione sanitaria.”

Orgoglio Civico


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