GIULIANOVA – Il 3 agosto il sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, ha tenuto una conferenza sul caso accaduto qualche settimana fa all’Asl locale.

Ibrahima Diop, 39enne italo-senegalese residente a Roseto degli Abruzzi, fu allontanato dall’ufficio (dove si era recato per rinnovare il libretto sanitario, necessario per lavorare) con l’epiteto: “Non siamo dal veterinario”. Una frase forte e infelice. L’episodio ha fatto il giro d’Italia provocando indignazione e facendo parlare di razzismo. Il 39enne era presente alla conferenza stampa indetta dal primo cittadino.

Il sindaco ha affermato: “Sarà la Magistratura ad accertare i fatti e le responsabilità. Che, ove accertati i fatti, questi dovranno essere condannati con forza. Che l’episodio, attendendo sempre le risultanze dell’Autorità giudiziaria, se dovesse essere andato come denunciato da Diop a mio modo di vedere non costituisce un episodio di razzismo ma di mancato rispetto verso un essere umano, a prescindere dal colore della sua pelle. E che quella giuliese, ed è questo il punto fondamentale per cui sono sceso in campo volendo la conferenza stampa, è una comunità civile, aliena da ogni tentazione razzista”.

“Ho anche aggiunto – conclude il sindaco – che nessuno può permettersi di infamare o ingiuriare alcuno, e che questo episodio non doveva essere politicizzato come non doveva esserlo l’altro dell’aggressione da parte di un cittadino di origini senegalesi ai carabinieri (n.d.r. accaduto poco tempo fa) che sono andato a trovare esprimendo loro la solidarietà mia e della città e per i quali ho inviato una nota di elogio al Comando Generale dell’Arma – dichiara il primo cittadino – Passaggi che sono stati giudicati di grande equilibrio, per la pacatezza e per l’assenza di facili isterismi, di irrigidimenti ideologici e di prese di posizione preconcette”.


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