Fatti non parole. Adesso che per un nuovo ospedale ci sono i fatti non si può non essere d’accordo per cavilli senza senso. Anche Ascoli lo voleva ma a Campolungo (e ci sono anche documenti datati 2012). Oggi il sindaco Castelli dice, invece: NO ALL’OSPEDALE UNICO. Essù!

Infatti la classe politica del Piceno, esclusa quella ascolana, sta dando la chiara dimostrazione di ‘valere’ sempre meno. Non dico ‘capire’ per non offendere. Diano dimostrazione di voler bene al proprio territorio e di difenderlo contro tutto e tutti. Quello che sta facendo adesso Ascoli con a capo il sindaco Guido Castelli.

Parto dall’inizio. Circa 20 anni fa in Regione si decise di ridimensionare il nostro Madonna del Soccorso e di potenziare il Mazzoni di Ascoli Piceno. Tutto è andato secondo quanto prestabilito illudendo negli anni il popolo della costa con la promessa di un ospedale unico che tutti chiamavano “della Vallata” e per il quale i politici nostrani (complici o creduloni, per me più complici) tutti erano d’accordo.

Io sono tra quelli che non ci hanno mai creduto perché, nell’attesa, ritenevo un controsenso dequalificare il nosocomio sambenedettese e rendere sempre più efficiente  quello di Ascoli. A che pro, se doveva sorgerne uno nuovo? Per noi della costa e della vicina collina andare al Mazzoni sempre più spesso (35 chilometri minimo) è tuttora  una regola.

Tanto è che in Ascoli si aspettavano: o che il Mazzoni diventasse ospedale unico e punto di riferimento di tutto il Piceno e anche del vicino Abruzzo oppure che il nuovo ospedale nascesse a Campolungo, cioè a ridosso della città e lontano dalla costa. Fregandosene altamente della ormai inesistente struttura sambenedettese che, nel frattempo, per mascherare il disegno regionale, secondo me diventava sempre più bello e inutile per le cure agli acuti  e non solo.

Silenzio di Castelli & C, fino a quando alcuni giorni fa c’è stato il colpo di scena: i sindaci del Piceno hanno approvato la proposta della Regione Marche di impoverire il Mazzoni come il Madonna del Soccorso ma anche di costruire un nuovo ospedale tecnologicamente all’avanguardia (valuteremo se così sarà, oggi io non sono in grado di capirlo) in zona Spinetoli  quindi equidistante (un km in meno da San Benedetto) dai due capoluoghi piceni. Da non trascurare che durante l’incontro dei sindaci per il voto, nessun sindaco presente ha proposto un’alternativa a Spinetoli.

Un particolare all’apparenza ma molto significativo a dimostrazione che, chi ha votato no, non voleva una location diversa ma semplicemente non voleva un nuovo ospedale. Che non è la stessa cosa. È appena nato un coordinamento denominato “No all’ospedale unico“. Il versante ascolano lo capisco quello nostrano proprio no.

Mi diceva un medico esperto l’altro giorno: “Credo che sia il sogno di tutti, per esempio, avere un reparto cardiologico unico dove il paziente viene curato dalla fase acuta fino alla riabilitazione“. Tanto è vero che non esiste un medico che non ne rilevi la necessità… urgente.

Purtroppo però ci sono persone (peggio ancora politici) della costa che stanno facendo il gioco del furbo Castelli. Primo cittadino al quale voglio inviare questo mio messaggio:

Caro sindaco io e molti altri abbiamo capito tutto ma le diciamo anche che può stare tranquillo: noi della costa non alzeremo paglia se il Mazzoni resterà quello che è, e non diventerà come il Madonna del Soccorso (questa è realisticamente la vostra grande paura), anzi personalmente sono disposto ad appoggiarvi ma evitate di dire no ad un nuovo ospedale più vicino alla costa dopo che avete fatto orecchie da mercante quando il nostro nosocomio è negli anni diventato quello che oggi non volete diventi anche il vostroLei è una persona intelligente (ho detto spesso che sotto questo aspetto è indubbiamente il migliore del Piceno) e mi sta capendo benissimo. Lasci via libera al ritorno di un vero ospedale per il Piceno, che sia a Spinetoli o a Monteprandone non importa. Rinnovo i miei complimenti per come lei sa fare gli interessi dei suoi concittadini, di quelli che lo hanno votato ma anche degli altri

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