SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Finora era rimasto in silenzio, a parte qualche dichiarazione a singhiozzo, e non aveva commentato il trend topic della settimana, la decisione della conferenza dei sindaci di dare il via libera all’Opedale Unico a Pagliare.

Così Pasqualino Piunti decide di parlare e lo fa riunendo la stampa sambenedettese a 48 ore esatte dalla riunione fra i primi cittadini che sta facendo discutere tutto l’ecosistema provinciale, politico e civile. Il sindaco di San Benedetto, fra i 7 contrari alla risoluzione della conferenza, ne fa una questione storica. “E’ dal 2002 che sento parlare di Ospedale Unico, sono 16 anni che questo argomento è stato la foglia di fico dietro la quale hanno nascosto le inefficienze della nostra sanità. E temo che adesso, con questa decisione, possa essere ancora così, se non peggio”.

Ciò che, però, il primo cittadino sambenedettese sembra non digerire è la modalità di votazione con cui si è espressa l’assise giovedì. Ecco il suo racconto: “Il sindaco di Force (Augusto Curti n.d.r.) ha letto un documento precedentemente approvato dagli altri sindaci in cui si diceva che la loro volontà era quella di fare l’ospedale a Pagliare”(su quella mozione gli altri sindaci hanno votato si o no). Oggi Piunti definisce quel documento “carbonaro” e tradisce una certa rabbia per il fatto che, stringendo, la decisione l’abbiano presa 17 comuni che non rappresentano, in termini di popolazione, la maggioranza della Provincia.

“E’ la prima volta, da quando esiste l’organo, che la conferenza dei sindaci assume tutto questo potere” prosegue il sindaco “questa è solo una bandiera del Pd, una loro forzatura che hanno travestito da algoritmo. E’ un’aberrazione” prosegue i crescendo Piunti “e lo testimonia il fatto che i 7 sindaci che hanno detto No, assieme a quelli assenti, rappresentino la maggior parte della popolazione della nostra provincia”.

E adesso? A quanto pare non sono escluse proteste. “Se organizzeremo una protesta sarà eclatante, non mi limiterò a raccogliere le firme. E su questa questione non guarderò bandiere, chiunque, di qualunque colore politico potrà aderire”. Piunti, che dice di non voler farsi “prendere in giro da Ceriscioli” chiede infine che l’emorragia di tagli e fuga di servizi alla sanità sambenedettese si fermi e che a San Benedetto sia dato quello che gli spetta, soprattutto una adeguata organizzazione del Pronto Soccorso. “Un pronto soccorso che fa più accessi di tutti nelle Marche e che, se l’ospedale di San Benedetto non ci sarà più, sparirà dalla costa da Giulianova a Civitanova”.

 


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