SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Qualcuno dovrà spiegare alla cittadinanza a cosa serve una ronda congiunta delle forze di pubblica sicurezza “anti movida” dalle 22 alle 2, con tanto di comunicato post pattugliamento sui risultati ottenuti, se poi nelle ore più delicate della notte non si vede in giro più nessuno di tali forze e se li chiami arrivano sempre tardi.”

Non le manda a dire sul tema “movida” l’Udc che, tramite il suo coordinatore Fabrizio Capriotti e il consigliere Domenico Pellei, dimostra di non gradire il risalto mediatico dato dal Comune alle operazioni del week-end. A fronte di risultati che, per il gruppo di opposizione, non sono soddisfacenti

Per l’Udc è una questione legata anche alle forze dell’ordine. La Polizia, infatti, pochi giorni fa ha parlato tramite suo sindacato ammettendo e denunciando difficoltà di organico per la gestione dei sabati sera.  “E’ ridicolo come si continui a negare l’evidenza e cioè che gli organi preposti a vigilare sull’ordine pubblico non riescano a fronteggiare il problema in maniera adeguata” scrivono Capriotti e Pellei.

E dal fronte centrista denunciano pure un certo andazzo per quanto riguarda l’indicazione dei responsabili. “Si continua a dare la colpa ai pubblici esercizi, ai giovani maleducati ed ai genitori che non intervengono sui propri figli, senza capire ed affrontare la reale problematica che è di carattere sociale, di rispetto delle regole e di cultura del senso civico. Prendiamo ad esempio gli altri paesi, in occasione di manifestazioni legate esclusivamente al consumo smodato di alcool tipo l’ “Oktoberfest” alle quali partecipano ogni anno centinaia di migliaia di persone, nonostante tutto non si verificano quasi mai risse o schiamazzi straordinari”.

Poi il consiglio: “E’ indispensabile organizzare un corpo di sicurezza operativo da subito che agisca dalle 24  alle 6 del mattino, con postazioni fisse e mobili sia in centro che sul lungomare. Mancano le risorse ? Non è vero. Tutti parlano dei Dehors, delle occupazioni di suolo pubblico per manifestazioni, mercatini ma viene reso noto quanti soldi finiscono nelle casse comunali per queste occupazioni? Sarebbe sufficiente destinare una parte di questi cospicui introiti per finanziare il servizio di cui sopra.”


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