ALBA ADRIATICA – Poteva finire in tragedia il gesto inconsulto di due giovani (un ragazzo e una ragazza) che nella notte tra il 25 e il 26 luglio, alle ore 3.45 circa, ad Alba Adriatica hanno pensato di impossessarsi di un pedalò di uno degli stabilimenti della zona per poi prendere il mare, in spregio alle più basilari regole di sicurezza.

La bravata stava terminando in dramma quando, in evidente difficoltà nel tornare a riva, un amico della coppia (rimasto in spiaggia), compresa la situazione ha chiamato la Guardia Costiera facendo scattare l’emergenza.

È intervenuta, così, la motovedetta CP884 della Guardia Costiera di Giulianova e, via terra, una pattuglia dell’Ufficio Marittimo di Tortoreto che, giunta sul posto, ha individuato il segnalante che intanto aveva perso traccia della coppia di amici in mare.

L’attività di ricerca è terminata circa un’ora dopo, quando la pattuglia è riuscita a rintracciare via terra i due giovani che, tornati fortunosamente a riva alcuni chilometri più a sud, dopo aver abbandonato il natante in spiaggia, si stavano allontanando sul lungomare inconsapevoli dell’attività di ricerca ancora in corso. Ad aggravare la situazione il comportamento di uno dei giovani che, una volta individuato, ha fornito false generalità ai militari operanti che, questa mattina 27 luglio, al termine di un’attività di indagine, hanno identificato lo stesso giovane, convinto di aver eluso le contestazioni a proprio carico.

È scattata così la segnalazione alla Autorità Giudiziaria del giovane, reo di aver fornito una falsa attestazione a un pubblico ufficiale e, ad entrambi i componenti della coppia, è stato elevato un verbale con cui si contesta loro la violazione dell’Ordinanza di sicurezza sul diporto valida nel circondario marittimo di Giulianova, che per motivi di sicurezza vieta l’utilizzo di natanti privi di motore (come i pedalò), in ore notturne.

“La vicenda – afferma la Guardia Costiera – poteva avere un epilogo ben più drammatico, e questo deve invitare a riflettere, soprattutto i più giovani, a non sottovalutare il mare ed i pericoli ad esso sottesi. Accade spesso, infatti, – continua la Guardia Costiera – di imbattersi in comportamenti incoscienti e incuranti dei pericoli personali cui si rischia di andare in contro: un esempio su tutti, il fare tuffi e bagni in prossimità di pennelli e delle scogliere semisommerse presenti lungo la costa. L’appello, dunque, è rivolto al senso di responsabilità e, ancor prima, anche di buon senso”.


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