SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tiene banco in questi giorni il caso sollevato dal consigliere dei 5 Stelle Peppe Giorgini, che puntava il dito sull’utilizzo di polistirolo al Mercato Ittico sambenedettese. “Inquinante, deleterio per il mare” sottolineava il grillino criticando la scelta dell’amministrazione di affidarsi alle casse monouso; mentre il giorno dopo rispondeva, per la maggioranza, il consigliere Mario Ballatore che riconduceva la scelta nei binari di una richiesta della marineria sottolineando come, per lui, il numero di casse circolanti, in generale, è diminuita.

Ma la “diatriba” fra amministrazione e il consigliere regionale è arrivata fino a Milano. Più precisamente alla sede dell’Aipe (Associazione Italiana Polistirene Espanso) un’associazione di categoria, che rappresenta la filiera del polistirene espanso (EPS), comunemente noto come polistirolo.

“Il polistirolo” scrivono da Milano “come tutte le materie plastiche è recuperabile e riciclabile, diversi istituti di ricerca stanno mettendo a punto processi sempre più efficienti per trasformare gli scarti, anche sporchi in materia prima secondaria. Per promuovere il recupero e riciclo degli imballaggi usati in polistirene espanso, fin dal 2003 Aipe collabora con Corepla (Consorzio Nazionale per la raccolta, il Riciclaggio e il Recupero dei rifiuti di imballaggio in plastica).”

Rispondendo direttamente a Giorgini, l’Aipe poi parla di impatto ambientale. “L’analisi degli impatti è necessario che vengano basati sull’analisi dell’LCA, unico strumento oggi disponibile e scientificamente verificabile.” Poi la chiosa finale: ” L’impegno ambientale di AIPE ha permesso di organizzare un circuito di recupero e riciclo dell’EPS operante sull’intero territorio nazionale, recuperando e riciclando quasi il 50% della quantità immessa sul mercato.”

 

 

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