SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Dei rapaci si aggirano da tempo sopra i resti del Centro Agroalimentare di Porto D’Ascoli, per spolpare quelle poche cose di buono che ancora sono rimaste.” Comincia così un comunicato stampa del Meet Up 5 Stelle di San Benedetto e del consigliere regionale Peppe Giorgini.

La mala politica negli ultimi 20 anni ha lasciato un segno indelebile e non ci sorprenderebbe il fatto che al Centro Agroalimentare Piceno toccasse la stessa sorte di altre fiorenti attività” proseguono. “Si tratta di una attività pubblica fiorente o potenzialmente tale lentamente depauperata e successivamente si diffonde all’opinione pubblica che codesta attività sia in crisi e rappresenti quindi un peso per la collettività”.

“Eppure il Centro Agro Alimentare Piceno è stato per anni l’unico Distretto organizzato fra le latitudini di Parma e Nocera Inferiore e, mentre in giro per l’Italia ci si organizzava per generare brand riconoscibili world-wide, da noi ci si adagiava sugli allori di una partenza sprintata ma che si andava esaurendo man mano che la spinta propulsiva iniziale andava scemando” ricostruiscono la storia del Caap i pentastellati che proseguono l’excursus: “Le lotte intestine, più di matrice politica che gestionale, le occasioni di sviluppo mancate una dietro l’altra, l’assenza completa di qualsiasi pianificazione, stato di abbandono e l’inizio della fine” scrivono dal Meet Up parlando anche di poca competenza gestionale nei vertici passati e delle vicissitudini legali legate al Centro Agroalimentare.

“Nel frattempo il CAAP sconta un graduale, progressivo avvizzimento, malcelato dai miseri investimenti promozionali e di sviluppo e alquanto inspiegabili e costose spese di viaggio e trasferta (enormi, se paragonate alle spese per la promozione) o rimborsi km per amministratori” proseguono mostrando la relazione sul bilancio di esercizio al 31 dicembre 2017 “da cui si evince un passivo di € 849.260,00 che in gran parte, crediamo, sia dovuto ai tanti contenziosi e al non recupero delle somme attinenti, oltre alle consistenti spese legali”.

  1. 2015 – spese promozione e pubblicità=                 4.488 €
  2. 2015 – spese rimborsi km amministratori=           3.287 €
  3. 2015 – spese di viaggio e trasferta=                       4.294 €
  4. 2015 – costi/spese alberghi e ristoranti=             4.249 €

 

  1. 2016 – spese promozione e pubblicità=                 2.740 €
  2. 2016 – spese rimborsi km amministratori=         10.756 €
  3. 2016 – spese di viaggio e trasferta=                     20.202 €
  4. 2016 – costi/spese alberghi e ristoranti=           10.389 €

 

  1. 2017 – spese promozione e pubblicità=               1.557 € (spese fino al 31 luglio 2017)
  2. 2017 –   spese rimborsi km amministratori=         6.329 € (spese fino al 31 luglio 2017)
  3. 2017 – spese di viaggio e trasferta=                      8.872 € (spese fino al 31 luglio 2017)
  4. 2017 –   costi/spese alberghi e ristoranti=           5.059 € (spese fino al 31 luglio 2017)

 

Il Movimento 5 Stelle crede che il CAAP “sia una risorsa per il territorio, per gli agricoltori, per le imprese del comparto ortofrutticolo, se tenuto lontano dalle mani della politica e ricondotto a una gestione oculata; si vuole comunque la dismissione dei suoi immobili?” si chiedono i 5 Stelle  “C’è qualcuno interessato all’acquisto? Si faccia una valutazione realistica attraverso una perizia fatta da soggetti indipendenti, assolutamente non collegati alla politica, poi si mettano a bando con una base d’asta consona. Il Movimento 5 Stelle non permetterà più agli avvoltoi che girano intorno a questo moribondo di papparsi il CAAP”.


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