Di Alessandro Maria Bollettini

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giovedì 5 luglio a partire dalle ore 21, il fresco giardino della Palazzina Azzurra di San Benedetto non odorerà solo di pini, rose e di brezza marina, ma porterà con sé l’affascinante profumo della storia, alla scoperta delle radici dei nostri luoghi.

A portarci indietro nel tempo sarà l’archeologo Fabrizio Pesando, Professore presso l’Università Orientale di Napoli, che offrirà una panoramica sull’occupazione del territorio Piceno durante l’età romana,  attraverso una vasta documentazione riguardante una serie di strutture idrauliche e cisterne adibite alla conservazione dell’acqua. Questi recenti rinvenimenti sono riferibili ad impianti produttivi, ville, fattorie o piccoli insediamenti della zona che va dalla vallata dell’Aso al Salinello, territori un tempo appartenenti alla V Regio romana.

Il gruppo FAI di San Benedetto, che si è occupato dell’organizzazione dell’incontro, ha previsto altri due incontri con l’esperto archeologo che si terranno nel prossimo autunno.  Le due conferenze future tratteranno questa volta di come erano strutturate le città e le domus romane di Pompei, scavo archeologico del quale il Professor Pesando è uno dei massimi esperti.

Ma il lavoro del FAI, presentato da Lilli Gabrielli, non finisce qui: il 22 luglio infatti sempre alla Palazzina Azzurra verrà ospitato un incontro dal nome “Templari tra storia e mistero”. I famigerati Templari infatti, dopo la loro nascita a Gerusalemme, si spostarono nei nostri territori accedendovi tramite Ancona e lasciando sparse per la regione diverse testimonianze del loro passaggio. Lasciti templari si trovano ad esempio nella stessa Ancona ma anche nelle più vicine Offida e Castignano. A presentare l’incontro del 22 luglio sarà questa volta Francesco Massi Gentiloni Silveri, un noto avvocato di Macerata.

Il Sindaco Pasqualino Piunti si è detto molto soddisfatto del lavoro del FAI: “ La Palazzina Azzurra si conferma una villa comunale dove arte e cultura si sposano alla perfezione. Il lavoro del FAI contribuisce da anni, coinvolgendo anche le scuole e i nostri ragazzi, a riscoprire la nostra storia ed i nostri monumenti; è un’eccellenza nazionale che valorizza il nostro territorio e le nostre radici.”


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