SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Abbiamo intervistato Giuseppe Magi,  futuro allenatore dei rossoblu per la stagione 2018-2019. L’ufficialità dovrebbe arrivare il prossimo 1 luglio. Preso dopo una trattativa lampo, praticamente in un giorno, Magi arriva alla corte di Fedeli con un anno di ritardo dopo che, pure nel 2017, sfiorò la panchina del Riviera. Tanti gli incroci fra questo mister e i rossoblu negli ultimi anni, a partire da Macerata, passando per Gubbio e Bassano che fra la D e la C sono state sue squadre e avversarie della Samb. Mentre aspettiamo la presentazione dell’allenatore (bisogna aspettare il 30 giugno, visto che fino a quella data è sotto contratto col Bassano) ecco la nostra chiacchierata con lui.

Mister, complimenti per la sua nuova avventura se fra sei giorni sarà dei nostri. Tutti qui speriamo che quest’anno sia per lei l’inizio di un grande futuro, per lei e per la Samb.

“Grazie. Sono molto contento, ci sono tutti i presupposti per iniziare al meglio questa avventura. Ieri con me la società è stata molto limpida, molto sincera nell’espormi i programmi e nel rispettare la mia figura di tecnico”.

Ha avuto modo di conoscere meglio il presidente Franco Fedeli?

“Io sono sincero, ieri mi ha dato l’idea di avere una personalità ben precisa, mi ha fatto una buona impressione. Voglio raccontare cosa ci siamo detti: “Mister, lei ha sei giorni liberi perché io vengo una volta alla settimana” mi ha detto Fedeli. “Però in un giorno recupera i sei in cui è assente…” gli ho risposto e lui si è messo a ridere.” (Dalla nostra foto, risalente a Samb-Bassano del girone di andata scorso, si può già intuire un feeling che parte da lontano n.d.r.).

Il carattere di Fedeli ormai lo conosciamo. Abbiamo imparato a capire che lui, dopo la partita, esprime i suoi giudizi tecnici e non è semplice cambiare il suo modo di fare

“Si l’ho capito. Io, l’ho anche detto alla proprietà,  vengo per fare il massimo delle mie capacità e poi se sarò all’altezza della Samb o meno sarà il campo, il gioco e le emozioni che trasmetteremo a dirlo. Il mio obiettivo è quello di far divertire la piazza. Poi possiamo sbagliare, sia io che i giocatori, ma l’importante è fare le cose con passione. Vengo a San Benedetto perché ci tengo e vorrei fare bene.”

Immagino che abbiate iniziato anche a parlare di calciatori e programmazione.

“Non abbiamo parlato approfonditamente dei giocatori da prendere. Mi hanno dato la lista dei giocatori sotto contratto anche l’anno prossimo e quindi su quelli dobbiamo ragionare per andare a intervenire sui ruoli più scoperti. Mi è sembrato che la società voglia mantenere un certo equilibrio anche a livello economico perché da quel che mi hanno detto lo scorso anno sono state sostenute spese poi rivelatesi eccessive per il rendimento. Credo, da quel che ho capito, che se ci sarà da prendere un determinato giocatore si prenderà ma se utile alla causa.”

Che modulo adotterà per la Samb?

“Il 4-3-3 e il 4-3-1-2 sono i moduli con cui ho giocato la maggior parte delle mie partite. Se si ricorda, quando sono venuto a San Benedetto col Bassano (zero a zero, n.d.r.) abbiamo fatto il 3-5-2 e quindi non sono uno che si fissa con i moduli perché se un giocatore, o più di loro, rendono meglio con un altro modulo perché non cambiare? Certo, mi piace costruire la squadra su un modulo che conosco e che so che aiuta a esaltare certe caratteristiche.”

Un’ultima domanda. Lei avrà visto, da spettatore esterno, che l’ultima stagione è stata un po’ travagliata per l’ambiente rossoblu. Anche per chi sedeva al suo posto

“Io credo che il sogno di tutti a San Benedetto sia quello di andare in B ma è anche vero che dire è una cosa e programmare calcio è un’altra cosa. E’ fondamentale che gli ambienti siano compatti per fare grandi cose, quando ci sono rotture più o meno visibili diventa tutto più difficile. Per i grandi obiettivi tifosi, società, stampa, si devono unire per trasmettere un messaggio univoco”.

Grazie per la chiacchierata mister e in bocca al lupo.

“Crepi, grazie a voi”


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