Il Parker Solar Probe è quasi pronto a partire alla volta del Sole, portando con sé più di un milione di nomi; sono le firme di tutti coloro che sono pronti ad “accompagnare” la sonda nella sua incredibile missione, che la spingerà dove nessun congegno umano era arrivato finora.

Tra il 31 luglio ed il 19 agosto 2018, Parker sarà lanciato verso la nostra stella; dedicato al fisico Eugene Parker, che nel 1958 ha teorizzato il vento solare, il Parker Solar Probe sarà dotato delle più moderne strumentazioni per compiere varie misurazioni, nonché di scudi termici in grado di resistere ad una temperatura di oltre duemila gradi celsius.

Grazie all’impegno propagandistico della NASA, nella sonda è stata inserita una memory card contenente i nomi del pubblico che, in questo modo, ha espresso il suo appoggio e buon augurio per la missione imminente. In omaggio ad Eugene Parker, la memory card contiene anche un articolo scientifico in cui è descritta la sua teoria.

La missione della sonda, che arriverà nel punto più vicino al Sole nel 2024, è monitorare il vento solare, un fenomeno violento e non ancora del tutto compreso che caratterizza l’astro.

Il vento solare è un flusso di particelle, formato da protoni ed elettroni ad alta energia, con tracce di elio ed altri elementi leggeri ionizzati. Generato da variazioni del campo magnetico della stella, il vento solare viene irradiato nello spazio circostante a grandi velocità, e raggiunge la Terra nel giro di qualche giorno.

Secondo le stime, il Sole perde circa ottocento milioni di kg di materiale al secondo, eiettandolo sotto forma di vento solare; si tratta comunque di una riduzione di massa molto piccola rispetto alla quantità di materia presente nel Sole.

Il flusso energetico di particelle, in prossimità della Terra, ha effetti spettacolari: causa infatti le maestose aurore ai poli del pianeta. Di contro, però, può bloccare la funzionalità dei satelliti, disturbare le comunicazioni, e causare interruzioni di corrente elettrica.

A causa di questi inconvenienti si è reso necessario cercare di capire come i venti solari si generino, nel tentativo di fare previsioni sul loro arrivo e limitare i danni.

Già nel 2001 la sonda Genesis della NASA ha raccolto particelle di vento solare al di sopra dell’atmosfera terrestre. Ora Parker Solar Probe promette di più: si avventurerà, infatti, fin dentro la corona, l’atmosfera esterna del Sole.

La corona solare è una zona caldissima, dove la materia esiste in forma di gas ionizzato detto plasma. La sonda scatterà foto alla superficie, misurerà i campi magnetici, e utilizzerà spettrometri per identificare gli elementi presenti.

In questo modo i ricercatori sperano di trovare una risposta a vari interrogativi; uno dei più importanti è capire cosa provochi la grandissima velocità dei venti, che arrivano fino a 900 km orari. Inoltre, è stato osservato che la corona solare è centinaia di volte più calda della sua superficie, ma non si comprende ancora il motivo di questo apparente paradosso.


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