MATTARELLATA. Ieri sera, appena ho sentito il discorso del nostro presidente della Repubblica, la prima cosa che mi è venuta in mente è che, in una qualsiasi altra nazione ‘normale’, il popolo (e non solo) si sarebbe fatto una bella risata pensando che scherzasse. Visto che così non è, non voglio nemmeno immaginare cosa sarebbe successo in altre repubbliche.

Sicuramente in un altro Paese tutti i commenti dei vari opinionisti, giornalisti e politici, sarebbero stati sulla stessa linea (come logica prescrive) e nessuno si sarebbe avventurato in scalate improponibili sugli specchi, come invece è avvenuto. Dico questo perché nei miei pensieri sono abituato a fare riferimento innanzitutto alla logica che le Leggi di uno Stato debbano necessariamente seguire.

Far ricorso ai processi delle intenzioni non è da Capi di Stato, visto anche che le motivazioni, dopo aver visto al governo personaggi poco raccomandabili, testimoniano che il “processo” viene fatto ad un ottantaduenne come fosse un qualsiasi e pericoloso incompetente.

Insomma serve, secondo Mattarella & C.  un ministro dell’Economia che segua l’andazzo di chi ha ridotto l’Italia ai minimi termini. Un’ingerenza politica mai vista prima. Per questo preciso motivo ragiona, secondo logica e giustamente, chi ricorda che l’Italia non è una Repubblica presidenziale ma parlamentare. Impossibile dire il contrario eppure il Presidente ha detto o così o pomì.

Il motivo principale di questo mio Disappunto è comunque un altro: i poteri forti. E chi sarebbero questi cosiddetti “poteri forti”? C’è chi dice le banche, chi i finanzieri (non quelli in divisa), chi i grandi finanziatori, chi gli Stati stranieri che hanno crediti con il nostro Stato (stranamente di chi li ha fatti i tantissimi debiti non ne parla nessuno: Di Maio e Salvini sicuramente no), chi è ricchissimo e non gliene frega niente di come vivono o sopravvivono tanti altri milioni di italiani. O tutti insieme.

Insomma i soldi contano sempre di più e chi non li ha è costretto ad averne di meno. Il presidente Mattarella non vuole rompere un equilibrio che equilibrio non è, e lui lo sa benissimo. Almeno spero.

Ormai è assodato (e non perché di film sull’argomento ne sono usciti a bizzeffe negli ultimi anni) che la mafia non è più quella dei Riina, dei Liggio, dei Provenzano ma dei loro eredi avvocati, medici, finanzieri, mercanti, politici che non stanno più nascosti in campagna ma occupano posti di rilievo nella Legge, nelle municipalizzate, nei grandi ospedali, nelle grandi banche, nel commercio e dulcis in fundo nelle sedi istituzionali. O no?  Se ci fossero loro tra i poteri forti?

I loro ‘padri’ (padrini?) condizionavano la politica con le maniere forti mentre le moderne generazioni non ne hanno più bisogno. A buon intenditor poche parole.

A proposito dei tanti opinionisti che si stanno succedendo davanti a microfoni e telecamere mi hanno colpito due ragionamenti contrapposti. Uno del Pd ha detto che Di Maio e/o Salvini non hanno avuto il coraggio di farsi nominare Premier e ci hanno messo un “signor nessuno” cioè Conte. Un giornalista di Sky ha detto che non è normale quello che è accaduto e che ‘dietro’ deve esserci qualcosa di molto grosso. Chi ha detto una ‘cazzata’?


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