MARTINSICURO – Terremoto in casa Martinsicuro calcio: l’intero staff dirigenziale ha presentato nelle mattinata di ieri le dimissioni al presidente Emilio Tommolini. I motivi sono stati spiegati all’interno di una lettera. Gli ormai ex dirigenti hanno deciso di fare un passo indietro per “agevolare” l’ingresso in società di altre persone che, a quanto è dato sapere, sarebbero pronte ad entrare in società, solo però a determinate condizioni. Una decisione che, se vista dall’esterno, sembrerebbe ingiustificabile visti gli ottimi risultati sportivi ottenuti durante l’ultima stagione (prima squadra che ha tenuto testa per tutto l’anno alla corazzata Giulianova e squadre giovanili che hanno ben figurato nei rispettivi campionati) ma i problemi sembrano essere di altra natura, non ultime le difficoltà economiche.

“Nonostante ognuno di noi abbia dato il massimo – si legge nella lettera – ci siamo spesso ritrovati a fare i conti con i numerosi oneri e, spesso, siamo andati in crisi visto il numero esiguo di persone presenti all’interno di questa società.
A questo importante problema si è aggiunto quello gravissimo della crisi economica generale che ha investito tutte le aziende del territorio privandoci di fatto di diversi sponsor che avevamo inizialmente manifestato la volontà di contribuire economicamente.
La cosa che però ci ha spinto maggiormente a prendere questa decisione è il continuo sentore che ci sarebbe qualcuno disposto ad entrare in società ma che la presenza di alcuni di noi nella stessa impedisce che questo avvenga, magari per scarsa simpatia o pregresse diatribe. E siccome noi abbiamo a cuore le sorti della società e del calcio della nostra cittadina, abbiamo tutti preso la decisione di dimetterci con decorrenza immediata”.
La risposta del presidente non si è fatta attendere: “Mi rammarica ma non mi sento di biasimarli – le parole di Emilio Tommolini – Sono disponibile a dialogare con tutti coloro che vorrebbero impegnarsi ad ogni livello all’interno della società e a farmi anche da parte se serve. Resta inteso che se entro una settimana nessuna trattativa sarà avviata, chiederò a ognuno dei miei dirigenti di tornare sui propri passi e di continuare il percorso di crescita oggi tristemente interrotto”.


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