SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Caro Sindaco ti scrivo. E ti propongo un’alternativa all’Ospedale Unico di Vallata“. Si potrebbe riassumere così l’iniziativa del Psi che ha preso carta e penna, si fa per dire, e ha scritto a 55 sindaci di altrettanti comuni distribuiti fra le province di Ascoli e Teramo: da Arquata a Cupra Marittima, da Colonnella a Giulianova.

La proposta è semplice. “Creare una rete fra gli ospedali di San Benedetto, Ascoli, Sant’Omero, Giulianova e Teramo che permetterebbe un’offerta sanitaria di alta specialità e diminuirebbe i disservizi, fra cui le lunghe liste d’attesa per gli esami specialistici” riassume così la lettera del partito Francesca Marconi Sciarroni, recentemente candidata alle elezioni politiche. “Con questa intesa si raggiungerebbe un bacino di utenza di 565mila abitanti” precisa il segretario sambenedettese dei socialisti Umberto Pasquali che non esita a definire “una presa in giro” il cavallo di battaglia del Pd regionale, l’ospedale unico, ribadendo il concetto anche nelle righe scritte ai primi cittadini, dove si legge: “Alle Marche manca un Piano Sanitario e per di più nel documento di programmazione economica triennale dell’ospedale di Vallata non c’è traccia”.

Dunque l’alternativa è un patto fra le due Regioni confinanti, un asse sanitario che consenta, mutuando la proposta socialista “di creare una sanità più vicina a tutti ed economicamente sostenibile”. A quanto pare un trend che è già realtà in qualche modo. “Tanti ascolani vanno al pronto soccorso di Sant’Omero, se già il cittadino autonomamente cerca di ottimizzare le risorse perché non dovrebbe farlo la politica?” si chiede sempre Sciarroni. A farle eco anche la terza parte della conferenza stampa messa in piedi dai socialisti, il presidente del consiglio comunale di Martinsicuro Emma Zarroli: “I martinsicuresi da sempre vivono in simbiosi con San Benedetto e vedono il suo ospedale come il loro” chiosa l’esponente del Psi mettendo l’accento anche sulla questione turistica: “San Benedetto e Martinsicuro raddoppiano la loro popolazione d’estate come si può pensare di congestionare l’afflusso sanitario tutto su Pagliare?”.

Insomma la proposta alternativa è chiara e un assist sembra fornirlo anche lo Statuto della Regione Marche che all’articolo 36 parla di “raffronto e partecipazione fra autonomie locali” mutuando anche l’articolo 117 della Costituzione che parla chiaramente di “intese fra Regioni”. Ora serve però un riscontro dei sindaci “invitati”. “Se avremo una risposta buona cercheremo di mettere i sindaci attorno a un tavolo” fissa l’agenda sempre Umberto Pasquali. “L’idea è quella di mettere le due regioni davanti a un atto preciso, cioè la contrarietà dei sindaci al presidio unico. Poi i governatori Ceriscioli e D’Alfonso potranno a loro volta discuterne”.


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